Facebook è presente nelle vite di tutti noi ormai
E anche nella mia, ahimè!
È un’arma, e come tale può essere potentissima..
ma allo stesso tempo pericolosissima!
Qualche giorno fa, cercando di destreggiarmi con quest’arma senza farmi troppo male, stavo leggendo vari post su diversi gruppi a cui sono iscritto.
Uno di questi in particolare ha attratto la mia attenzione e mi ha fatto molto riflettere sia mentre lo leggevo, sia nei giorni successivi…
Il post riportava delle perplessità di un allevatore sulla figura del “tecnico” e sul suo ruolo
L’argomento è sicuramente “caldo” e dall’attualità costante nel settore e ha provocato diverse reazioni e di diversa natura tra gli iscritti…
La cosa mi ha portato a riflettere sulle professionalità che popolano il nostro settore
ma soprattutto come queste vengono viste e percepite dagli allevatori (che sono i clienti finali).
Prendo quindi l’occasione per condividere con te alcune riflessioni personali sperando di fare un po’ di ordine
Partiamo proprio dal titolo e cerchiamo di definire le figure di Tecnico e Consulente che spesso vengono confuse o peggio sovrapposte!
Il consulente, questo sconosciuto
A mio modo di vedere le cose, il consulente è quella figura professionale di cui l’imprenditore si affianca per avvalersi della sua preparazione, esperienza e professionalità al fine di poter pianificare e prendere decisioni in azienda.
In altre parole, è un professionista che viene consultato e “impiegato” PRIMA di prendere decisioni strategiche o tattiche in azienda!
NOTA BENE
Le decisioni strategiche sono quelle proprie dell’imprenditore e normalmente sono quelle che si prendono poche volte nella storia aziendale (ad esempio costruire la stalla nuova, adottare i robot, passare al biologico, ecc.), di norma queste hanno ripercussioni a lungo termine nella vita aziendale (anche di decenni) e sono difficilmente reversibili.
Le decisioni tattiche sono quelle proprie del manager, cioè quelle che prevedono una pianificazione annuale o poco più. Prevedono già delle applicazioni operative e necessitano di esperienze pregresse per essere portate a termine al meglio con il minor dispendio di energie.
Vuoi degli esempi pratici?
Ti accontento subito
Per fare degli esempi pratici, consentimi di prendere in prestito da altri settori situazioni che quotidianamente si presentano e si risolvono…
Un imprenditore si trova a dover rivedere finanziariamente e fiscalmente la situazione economica e fiscale riguardo agli automezzi aziendali (auto e autocarri). Deve valutare quale sia la migliore formula per dotarsi di questi beni e ha alcune scelte:
- acquisto
- leasing
- noleggio a lungo temine
- altre forme
L’imprenditore (che non è aggiornato sulle caratteristiche di ogni opzione e sui vantaggi fiscali e operativi) consulta:
- un “esperto” gestionale (Consulente aziendale) per valutare ogni opzione disponibile
- un “esperto” (Consulente fiscalista – tipicamente il commercialista), per una valutazione dal punto di vista fiscale
- Sarà sempre e comunque onere dell’imprenditore fare la scelta che riterrà più giusta per affrontare la problematica
Questa è la descrizione del “flusso” operativo tipico per arrivare alla decisione finale!
NOTA BENE
Il Consulente è quello “strumento” di cui l’imprenditore si avvale per acquisire conoscenze (che altrimenti sarebbero troppo onerose acquisire in prima persona in termini di competenza, preparazione e tempo) per arrivare alla migliore decisione strategica o tattica possibile
Gisela Hagemann diceva:
“Per poter prendere la decisione giusta, bisogna avere esperienza. E l’esperienza è il risultato degli errori commessi”
E io aggiungerei…
È meglio quindi se gli errori non li commetti tutti TU in un’unica volta, ma chiedi consigli a chi di errori ne ha visti tanti e possiede la professionalità per evitarli.

Riassumendo in maniera molto semplice si potrebbe dire che
il consulente “noleggia le sue competenze” all’imprenditore per un dato fine, PRIMA di prendere una decisione importante!
Non ti è ancora chiaro?
Nessun problema!
Ti faccio un esempio contestualizzato nel nostro settore
L’allevatore che deve prendere una decisione importante (ad esempio costruire la stalla nuova) è bene che si doti di un Consulente (pagato dall’allevatore e che faccia l’interesse dell’allevatore) che possa in maniera del tutto disinteressata informarlo, aggiornarlo e fornirgli degli strumenti per poter vagliare e valutare tutte le opzioni possibili.
Il Consulente deve naturalmente godere della piena fiducia e deve servire l’allevatore mettendo a disposizione tutta la sua esperienza e professionalità.
Deve quindi portare l’allevatore nelle condizioni di poter operare qualunque scelta facendo conoscere opportunità e rischi di ogni opzione
… e il Tecnico?
Spesso il Consulente viene confuso e/o sovrapposto con un’altra figura professionale ben definita e diversa: il Tecnico.
Questa è la professionalità che SUPPORTA l’allevatore nelle decisioni tattiche e operative.
NOTA BENE
Le decisioni tattiche sono quelle proprie del manager, cioè che hanno un orizzonte temporale di un anno o poco più, e che servono per la gestione aziendale nel tempo.
Le decisioni operative sono invece quelle che coinvolgono l’operatore e hanno un orizzonte temporale molto più limitato: nella pratica sono le operazioni quotidiane volte alla gestione operativa di ogni azione.
Entrambe sono più o meno facilmente reversibili
Il Tecnico (che spesso svolge anche attività commerciale) è tipicamente quella figura che si occupa dell’ASSISTENZA TECNICA POST VENDITA, cioè fornisce supporto per l’ottimizzazione delle risorse DOPO che c’è stato un contratto di fornitura.
E DEVE (o meglio dovrebbe) fornire assistenza limitatamente alla fornitura venduta dall’azienda che rappresenta.
È quindi quella professionalità che interviene DOPO che l’imprenditore ha operato una decisione importante!
La sua azione rimane limitata nelle scelte operative, talvolta in quelle tattiche.
Facendo un esempio nel nostro settore…
il tecnico potrebbe essere l’alimentarista dell’azienda fornitrice che affianca l’allevatore nell’adottare la migliore soluzione (la razione) per trarre il miglior risultato dalla fornitura che l’allevatore ha deciso di acquistare.
Parlando spesso con allevatori ma con anche i professionisti del nostro settore mi sono accorto che questa distinzione non sempre è definita e mi sembrava quindi doveroso mettere un po’ d’ordine in un argomento dove spesso non sono molto chiari i confini, con il rischio di confusione da parte del cliente, e non solo.
Definire precisamente gli ambiti di applicazione di tutte le professionalità non può far altro che giovare a tutti i professionisti e allevatori evidenziando le singole qualità di ogni professionalità del settore vacca da latte.
Non dimentichiamo che i tuttologi non esistono!

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