Gli spazi necessari in stalla

Gli spazi necessari in stalla

Tempo di lettura: 2 minuti

Ti sei mai trovato nella condizione di volere che le tue vacche producessero più latte?

Più sono rispettate le condizioni dell’ambiente naturale, più la vacca sta bene. 

Già ma come integrare questo in un sistema stalla?

Gli scenari generalmente sono questi:

  • Nell’azienda di famiglia avviene il passaggio di generazione e qui si cerca di rimodulare la stalla integrando automazioni e aumentando i capi per lasciare ai figli un patrimonio
  • La richiesta di latte! I soldi arrivano principalmente dalla vendita del latte e per sopravvivere siete stati “costretti” ad aumentare il numero di capi

Ciò che accomuna entrambi, sono gli spazi!

E questo lo puoi vedere direttamente osservando i tuoi capi in stalla: hanno la possibilità di mangiare tutti insieme in mangiatoia?

Osserva quando si dirigono in rastrelliera: 

  • c’è lo spazio per far passare un altro capo dietro? 
  • e quando bevono (CTA “3 errori da non fare negli abbeveratoi” blog ancora da caricare PR)? 
  • scommetto che spesso e volentieri sono di traverso!

Ti descrivo un dato di fatto che conosci benissimo, i bovini sono animali che all’interno del gruppo stabiliscono una loro gerarchia e, come avrai notato, le dominanti si garantiscono il posto in prima fila sia per mangiare che per bere.

Con meno superficie di movimento le interazioni tra gli animali saranno inevitabilmente più consistenti e questo porterà i soggetti più deboli ad avere maggior difficoltà.

Sei quindi sicuro che l’aumento di capi sia direttamente proporzionale all’aumento di produzione e fatturato?

Non dimenticare inoltre il livello di stress che influisce sulla produzione e sulla riproduzione e, come dicevo sopra, non sottovalutare il fronte mangiatoia.

Quando ho frequentato l’università, mi hanno insegnato che per garantire il benessere animale era sufficiente che il 75% dei capi riuscisse a mangiare contemporaneamente.

Questa è una balla galattica!!

E per dimostrartelo ti faccio una domanda: se vai al ristorante e ogni volta ti fanno aspettare mezz’ora prima di entrare, ci ritorni o ne cerchi un altro con un’accoglienza più rapida?

Esatto! E a loro, come a noi, non piace aspettare quindi il rapporto animale/cattura deve essere 1:1!

Ora invece voglio farti considerare un aspetto economico..

La relazione “+ vacche = + latte” non è sempre vera!

Anche qui interviene il discorso della superficie a capo; per i fattori elencati sopra, l’animale cercherà di adattarsi limitando le sue funzioni, ma indovina qual è il primo aspetto che viene a diminuire? 

Esatto!!! la produzione di latte!

In una realtà in cui, per fortuna, si cerca di garantire all’animale “una vita degna di essere vissuta” e il concetto di benessere non è più inteso solo come un fattore puramente sanitario, non possiamo non considerare tutti questi aspetti, inoltre, non dimenticare che se un capo in più ti produce quei 30 litri di latte in più, in bilancio devi considerare anche il mantenimento dell’animale e capire quanto ti costa.

Non fare come con il tuo stipendio che spesso e volentieri (erroneamente) non tieni in considerazione!

Quanti soldi ti fa perdere il fondo della cuccetta

Quanti soldi ti fa perdere il fondo della cuccetta

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Oltre all’aumento di latte che soddisfa il tuo portafoglio, ti gratifica anche vedere tutte le vacche che riposano coricate in cuccetta, vero? 

Visto che il portafoglio dipende dal riposo, proviamo ad analizzarle insieme!

Spesso e volentieri anche se ce la metti tutta ci sono una o più vacche dispettose di turno che entrano in cuccetta al contrario, che si sdraiano in mezzo alla corsia o che stanno li in piedi indecise se coricarsi o meno.

Non è così?

Allora forse hai già capito che per un’efficace gestione della stalla non basta essere dei semplici allevatori e ti dico di più, sei già più avanti della gran parte degli allevatori, per cui probabilmente ciò che dirò sotto già lo sai ma come diceva Marcel Proust Ogni lettore quando legge, legge sé stesso“.

In ogni caso ti lascio continuare in una lettura un po’ più specifica nel caso tu non voglia proseguire.

Se invece ti sei ritrovato in uno o più di questi problemi, non preoccuparti ma mettiti comodo e cerchiamo di capire cosa succede.

Primo aspetto

Una vacca dovrebbe poter riposare 14 ore al giorno e per poterlo fare ha bisogno di sdraiarsi! 

Non stiamo giocando al gioco delle sedie o forse si, ma non perde chi non riesce a sedersi, bensì tu!

Quindi assicurati che ci siano tanti letti quanti animali. Si letti, ho visto che hai sorriso, ma non è forse così per loro?

Secondo aspetto

Le cuccette devono essere comode, non standard! E questo si traduce in dimensioni adatte!

“Si ma se sono troppo grandi la vacca ci caga dentro!”

Certo, significa semplicemente che finalmente ci stanno!

Tu continui a riposare sul lettino che usavi da piccolo o sei in un letto dove ci stai?

Terzo aspetto

Qual è il materiale da usare? Se ci pensi bene non c’è un’unica risposta! 

Ti sarai accorto girando fiere, parlando con i tuoi colleghi e leggendo sui vari gruppi social che ognuno ha una propria opinione ma chi ha ragione?

In realtà tutti!

E sai perché? Perché ognuno ha scelto quello giusto per loro! 

Il più adatto alle loro esigenze, al loro metodo di lavoro!

Comincia quindi a capire o rivalutare la tua strategia e poniti queste domande:

  • Come sono divisi gli incarichi nella gestione della stalla?
  • Sono da solo o ho qualcuno che mi aiuta?
  • Quante volte voglio entrare in stalla?
  • Come gestisco i liquami?
  • Quali problemi ho e devo risolvere?
  • Che percentuale di zoppie ho? (diagnosticate da un podologo, non a occhio)

Ricorda, niente viene a gratis e senza fatica per cui si, se la tua strategia prevede l’uso di cuccette, dovrai pulirle più spesso, ma facendo loro trovare un fondo abbondante, asciutto e della loro dimensione, ci staranno il più possibile.

Non mi stancherò mai di dirlo:

Più riposo, più latte, più benessere, più guadagno per te!

Ps. Quando parlo di fatica non intendo per forza quella fisica, se hai un sistema efficace vuol dire che hai faticato anche e soprattutto nell’organizzazione del lavoro e nello studio della tua strategia!

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3 errori da non fare con gli abbeveratoi

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Tempo di lettura: 2 minuti

Vorresti che le tue vacche producessero più latte?

Non riesci a trovare un modo per aumentare la produzione?

Forse in questo articolo potresti reperire qualche spunto interessante….

Quanto è importante che la vacca beva a sufficienza? Cosa cambia in inverno? 

 Ti stai accorgendo dell’importanza del posizionamento gli abbeveratoi? 

Di solito ci sono sempre i soliti problemi:

  • si sporca subito 
  • la dominante scaccia le più deboli
  • l’acqua è fredda
  • l’acqua è calda in estate 
  • e via dicendo…
Ma facciamo un po’ di chiarezza!

Ci sono 3 aspetti fondamentali da considerare:

  1. Temperatura
  2. Spazio
  3. Pulizia (considerare la giusta tipologia di abbeveratoio e facilità di pulizia dato che devono essere puliti spesso)

Concordi? vediamoli in ordine

1 Temperatura

Come già avrai notato, in inverno oltre alla classica manutenzione ordinaria dell’abbeveratoio, bisogna considerare il riscaldamento dell’acqua per far sì che non geli e garantire un flusso costante alle bovine.

Ma…hai notato delle differenze? 

In inverno con l’acqua riscaldata sembra che bevano e mangino molto di più! Perchè?

La spiegazione è puramente fisiologica, ma per capirlo ti faccio un esempio molto semplice.

Ti è mai capitato di mettere a bollire l’acqua per la pasta e poi distrarti perché stai facendo altro? 

A me purtroppo più di una volta e quando mi accorgevo ormai mezza era già evaporata e perdevo il doppio del tempo tra riempire la pentola di nuovo e aspettare che ricominciasse a bollire!

Ecco, questo per farti capire più o meno quello che succede nel rumine della vacca: considerando che riesce a bere dai 10 ai 20 L/min, fai tu il conto di quanto il motore possa ingolfarsi a ogni suzione!

Ecco perché la preferiscono calda, ecco perché è un fattore da non sottovalutare neanche d’estate!

2 Spazio

Un’altra caratteristica comune in molte stalle è quella di installare gli abbeveratoi nei corridoi di passaggio o dietro la corsia di alimentazione che come principio è giustissimo, ma hai lo spazio necessario per posizionarli lì?

Vediamo cosa potresti aver notato:

  • La vacca beve di traverso
  • Se alcune sono in mangiatoia, dietro non c’è il posto fisico per poter bere
  • La vacca prova ad andare a bere ma viene spinta via dalla dominante
  • Le vacche vanno a bere una alla volta

Se vedi una o più di queste situazioni, c’è decisamente un problema di spazio!

Se consideriamo un abbeveratoio medio di 3 metri, abbiamo potenzialmente 3/4 bovini che si possono abbeverare contemporaneamente. Ma spesso ciò non può accadere….

3 Pulizia

Ultima caratteristica ma non per ordine di importanza è la pulizia! 

Sai benissimo quanto gli abbeveratoi si sporcano e quanto possano essere fonte di agenti nocivi per cui pastiglie magiche, spray protettivi o addirittura i pesciolini, non sono sistemi di pulizia!

Ecco una domanda che dovresti farti: io berrei quest’acqua?

Potremmo in realtà anche far riferimento per un attimo allo spazio, visto che per pulirli vanno svuotati e per questo non andranno mai rivolti verso la lettiera o comunque zone che devono rimanere il più asciutte possibili!

Ora giudica tu se ritenerli errori o trasformarli in opportunità.

Facci sapere cos’ hai fatto concretamente!

Se vuoi continuare a informarti, potrebbe interessarti questo articolo.

Se invece vuoi capire cosa fare per lavorare concretamente sul tuo business stalla, puoi partecipare al nostro corso live online.

Più luce… più latte!

Più luce… più latte!

Tempo di lettura: 4 minuti

Sai quali sono gli errori costosi dati dalla mancanza di luce in stalla? 

 

 

Tema apparentemente complesso quello della luce in stalla e soprattutto molto sottovalutato, che vorrei quindi affrontare, semplificando come cerco di fare sempre, per definire alcuni elementi e soprattutto dando suggerimenti molto semplici da attuare e per ottenere da subito dei benefici tangibili.

 

Spesso, troppo spesso purtroppo, mi capita di entrare in stalle per bovini da latte, anche relativamente nuove, e verificare una totale assenza di luce

anche la minima fondamentale per poter semplicemente lavorare in modo sicuro!

 

Siccome l’argomento luce rischia di diventare un argomento soggettivo dove ognuno dà la sua opinione, ti dico con certezza e decisione che…

 

non c’è nessuna soggettività né parere personale!

Tutto è assolutamente numerico e…

 

NON devono esserci più scuse!!

 

Innanzi tutto…

 

Quanta luce serve?

O meglio, di quanta luce hanno bisogno le vacche da latte?

 

200 lux per 16-18 ore al giorno!

 

E se sono meno, perdi soldi. Punto!

Permettimi di farti una domanda…

 

Perché le stalle sono buie?

 

Ti sarà sicuramente capitato di vederne alcune e sono sicuro ti sarai dato una spiegazione…

 

Mettiti comodo e iniziamo

 

 

Le stalle a stabulazione libera sono mediamente buie perché progettate (e a volte realizzate) da persone che non hanno tenuto conto delle reali necessità degli animali.

Che hanno creato:

  • tetti senza lucernari
  • pareti longitudinali chiuse
  • altezze in gronda ridotte
  • impianti di illuminazione insufficienti
  • cupolini ciechi

 

e poi un po’ colpa va anche agli allevatori che…

  • tengono i tendaggi abbassati
  • mantengono protezioni varie alle intemperie anche quando non ve n’è reale necessità

oppure peggio

  • si “dimenticano” di accendere le luci per paura di veder lievitare la bolletta… 😀

 

 

Abbiamo capito perché le stalle per bovini da latte sono buie..

 

Bene!

 

Ora la domanda sorge spontanea…

 

Come valutare se la stalla è troppo buia?

 

 

Se nel momento in cui entri in stalla hai la sensazione di non vedere bene al primo colpo tutta la stalla, anche le parti più recondite e lontane, e che il tuo occhio ha bisogno di adattarsi…

 

ATTENZIONE! 

 

Questo è il primo segnale del fatto che la luce non è sufficiente!

 

 

Al contrario di quanto si possa pensare, la luce è oggettivamente misurabile e soprattutto in modo molto facile..

 

 
Come?

 

Il luxmetro è lo strumento che consente di misurare la quantità di luce attraverso la determinazione del lux.

Un luxmetro professionale costa molto ed è impegnativo da utilizzare e da trasportare…

 

Ma c’è un modo molto più pratico e comodo…

 

E’ mio dovere dirti che questo modo non ha una accuratezza professionale…

ma credo che a noi serva avere un riferimento numerico e non la determinazione millimetrica 😉

 

 

Scarica l’app luxmetro o lightmeter (sicuramente hai uno smartphone)

Si trovano versioni gratuite che trasformano la fotocamera del tuo telefono in un luxmetro da poter usare in qualunque momento!

 

Ti consiglio di verificare l’illuminazione della stalla camminando lungo tutta la corsia di alimentazione tenendo lo smartphone all’altezza degli occhi della vacca e puntando la fotocamera verso la miscelata

Vedrai come cambia il valore dei lux dall’esterno ad anche soli pochi metri dentro la stalla!!

 

Tieni conto che all’esterno della stalla, in una giornata di brutto tempo e cielo nuvoloso, difficilmente misurerai meno di 3000 lux..

Entrando in stalla, dopo solo pochi metri potrai trovare (a seconda della stalla) valori anche di 20-30 lux!!

 

Impressionante vero?!

 

 

Ora passiamo alle dolenti note…

 

 

Quanto ti sta costando tutto ciò?

 

E’ difficile quantificare con precisione gli euro che stai perdendo, ma in maniera sommaria e con una certa sicurezza posso dirti che sono TANTI!!

 

E ti spiego il perché:

 

  • la luce ha effetti diretti e indiretti sull’assunzione di alimento e sulla produzione di latte;
  • gli effetti della luce sono importanti perché regolamentano il fotoperiodismo dell’animale e quindi intervengono sul ciclo estrale;
  • ambienti luminosi consentono all’animale una migliore socializzazione;
  • la vacca ha un cristallino dell’occhio che patisce particolarmente la luce intensa e riflessa, tipica delle struttura buie in cui entrano lame di luce intensa dall’esterno da aperture ridotte (tipo i portoni), e quindi crea timore nell’animale e non gli consente di vedere chiaramente con la possibilità di subire traumi;
  • la luce crea inoltre un ambiente di lavoro più sicuro e migliore per gli operatori che lavorano un stalla.

Ti ricordo ancora una volta che…

 

la luce naturale e la ventilazione naturale

sono risorse gratuite!!

 
Il più importante elemento di successo, anche nell’efficace illuminazione, è una pianificazione strategica aziendale associata ad una efficace progettazione con valutazione realmente efficace di tutti i componenti e impianti in stalla!

 

 

Ciò passa anche e soprattutto attraverso lo sviluppo dell’elemento progettazione!

Puoi trovare alcuni suggerimenti utili nella sezione dei miei post riservati alla progettazione.

 

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri errori evitare durante la progettazione della tua nuova stalla per vacche da latte puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione progettazione o se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

Scarica gratuitamente il nostro e-book

“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

Abbiamo quindi appreso alcuni importantissimi elementi a cui prestare attenzione riguardo alla gestione della ventilazione all’interno delle stalle per bovine da latte, per altri suggerimenti sulla progettazione

puoi leggere ….

 

 

… oppure…

 

Ti aspetto al prossimo …

 

“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

 

I 3 posti dove NON devi assolutamente sistemare le gabbiette dei vitelli

I 3 posti dove NON devi assolutamente sistemare le gabbiette dei vitelli

Tempo di lettura: 3 minuti

 

“La diminuzione della mortalità neonatale passa necessariamente attraverso un processo di pianificazione strategica della biosicurezza e di attenta progettazione delle migliori condizioni di stabulazione per i vitelli!”

 

Sai quale può essere l’impatto economico di strutture carenti in vitellaia?

 

Conosci quali sono gli accorgimenti per una efficace gestione che tenga conto della biosicurezza in vitellaia per evitare ingenti perdite economiche?

 

Le vitelle di oggi sono le tue vacche di domani!

 

Abbine cura!

 

Leggendo questo post capirai che per poter migliorare considerevolmente le condizioni della vitellaia, e quindi del tuo reddito, sono sufficienti banali azioni a basso impatto economico!!

 

Proprio come nel post “Come le struttura impattano sulla salute dei vitelli” , qui ti darò dei suggerimenti che ti saranno molto utili.

 

Ci sei?

 

Bene!

 

Allora mettiti comodo e iniziamo insieme!

 

 

1. Mai all’aperto!

 

I vitelli, specialmente nei primi 30 giorni di vita, sono molto esposti a patogeni, sia interni che esterni alla stalla.

 

Ma non solo!

 

Grande impatto hanno su di loro anche le condizioni climatiche che portano a diversi tipi di patologie.

Tipicamente d’inverno quelle polmonari che posso portare anche a mortalità neonatale.

 

 

Ne sai qualcosa?

 

Tranquillo, sei in buona compagnia… purtroppo!

 

 

Perché nella maggior parte delle aziende che visito quotidianamente, raramente esiste una stalla pensata e realizzata per i vitelli e quindi progettata per soddisfare i loro bisogni (che ti ricordo essere molto diversi da quelli delle vacche adulte).

Quindi per poter abbattere in modo considerevole i problemi ambientali dei vitelli e migliorare considerevolmente la salute e abbattere la mortalità neonatale…

Il consiglio di Marzio

 

Pensa, progetta e costruisci una struttura dedicata ai vitelli e

NON

lasciarli all’aperto in piccole strutture di fortuna

che purtroppo col tempo diventeranno definitive!

 

Lasciando i vitelli in quelle condizioni stai rinunciando alla fetta più grande e più interessante del tuo reddito futuro!!

 

Potrebbe interessarti anche questo post in cui parliamo approfonditamente dell’importanza della biosicurezza in vitellaia.

 

 

2. Mai lungo i percorsi aperti a tutti!

 

Spesso vedo le onnipresenti e famose gabbiette per vitelli posizionate all’esterno, magari sulla strada dove passano trattori, operai, esterni (veterinari, tecnici e alimentaristi), ma soprattutto camion del latte, camion per portare al macello gli animali a fine carriera, e chi più ne ha più ne metta!

 

Questo è l’inizio della FINE!!

 

Sanitariamente parlando, gli operatori interni all’azienda sono di per sé un pericolo! In quanto possono trasportare diversi patogeni da una business unit della stalla ad un altro settore produttivo della stessa azienda!

 

Ma ancor più pericolosi sono gli operatori esterni che a vario titolo frequentando la stalla!

I più pericolosi in assoluto sono quelli che visitano un gran numero di stalle e che entrano (senza barriere e accorgimenti di biosicurezza) anche nella tua!

 

 

Quindi occhio!!

 

Basta poco per migliorare di molto la situazione sanitaria della vitellaia!

 

“In stalla prevedi sempre percorsi che non passino mai da dove sono i vitelli!”

 

 

 

3. Mai sotto a tettoie improvvisate!

 

Un altro luogo dove si trovano di frequente le gabbiette per vitelli sono le tettoie improvvisate, nello specifico le sporgenze in gronda di stalle o di ricoveri generici.

Anche questo è un luogo dove gli animali (che ti ricordo essere particolarmente esposti ai problemi climatici e indifesi ai patogeni) NON dovrebbero assolutamente stare!

 

Ti starai chiedendo il perché..

 

Semplicemente per il fatto che tale sistemazione spesso non ripara da pioggia, correnti d’aria e sole diretto.

E’ quindi essenziale poter garantire agli animali ricoveri in linea con i loro fabbisogni!

Potrebbe interessarti anche il post “Cosa vogliono i vitelli e cosa vogliono gli allevatori” in cui parliamo nel dettaglio delle necessità di vitelli ed allevatore.

 


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Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione su cosa devi considerare per gestire al meglio la vitellaia ti invito a visitare la pagina di presentazione del nostro corso dedicato scaricare gratuitamente il nostro ebook. 

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La cuccetta a costo zero? Si può FARE!

La cuccetta a costo zero? Si può FARE!

Tempo di lettura: 4 minuti

Sei cosciente di quali siano i reali costi e le potenziali perdite dovuti all’impegno di cuccette non idonee alle esigenze delle vacche da latte?

 

Lo sapevi che nella maggior parte dei casi i costi che si sostengono per le cuccette potrebbero essere fortemente ridotti se non azzerati?

 

Vorresti conoscere quali sono gli elementi base realmente necessari per una cuccetta e quelli superflui e, molto spesso, controproducenti?

La ristrutturazione di una nuova stalla, la costruzione e l’inserimento del suo arredo all’interno è un processo irreversibile che trascina con sé vantaggi e perdite economiche del progetto iniziale

Troppo spesso, erroneamente, la decisione di quali elementi installare per garantire il riposo ottimale alle vacche da latte vengono demandati a chi o non conosce realmente le necessità  fisiche, fisiologiche, etologiche e comportamentali degli animali, o peggio, a chi è coinvolto in un conflitto di interessi commerciali

(in altre parole chi vende qualcosa!)

 

Spesso si parte dal valutare la dislocazione e la distribuzione interna partendo dagli spazi disponibili lasciati dai pilastri della struttura (succede per le ristrutturazioni e, purtroppo, anche quando il processo di progettazione è stato sbagliato).

 

A questo riguardo puoi leggere il post

“Vuoi la stalla nuova? Ecco cosa devi fare!”

 

 

La valutazione deve essere invece molto più profonda in modo da valutare realmente tutti gli aspetti che porteranno ad un efficace riposo dei tuoi bovini da latte.

 

Puoi trovare spunti interessanti e informazioni di valore leggendo

“I 3 errori killer che non fanno produrre le tue vacche” 

 

 

Sai cosa succede di solito?

 

Te lo spiego, mettiti comodo e iniziamo!

 

 

Vedo spesso allevatori che, nel momento di valutare la costruzione di una nuova stalla o l’ampliamento e ristrutturazione di quella esistente, fanno la cosa che è più sconsigliabile fare:

 

Si rivolgono ai produttori/costruttori di stalle !!

 

Coloro che in qualche modo hanno o possono avere interesse nel vendere il “maggior numero di componenti, di m2 di struttura, di quintali di ferro o calcestruzzo, ecc…”

 

Per quanto riguarda le cuccette, ormai purtroppo siamo abituati a vedere situazioni come queste…

E con il fatto che continuiamo a vederle, siamo pure convinti che siano le soluzioni migliori per garantire il riposo ai bovini…

 

NON E’ COSì

 

E ti dirò anche di più…

 

Oltre ad essere tutt’altro che ottimali per le vacche da latte, sono anche fortemente limitanti per la stalla poiché una volta posate e installate le strutture in CLS, diventa difficile una loro ricollocazione in fase di cambiamento in stalla.

 

Ricordati sempre che…

 

Le vacche di 20 o 30 anni fa erano diverse dalle vacche che mungiamo oggi!

E le vacche tra 20 o 30 anni saranno ben diverse dalle nostre vacche di oggi!!

 

Diventa quindi fondamentale creare in fase di progettazione i presupposti per una struttura flessibile, modificabile ed elastica.

 

Se ti va di approfondire, puoi leggere questo post

“Come costruire un sistema stalla e non un capannone”

 

 Con questi presupposti viene da sé che strutture rigide non siano gli elementi migliori per una stalla produttiva nei prossimi decenni!

 

Altro aspetto molto importante è quello economico!

 

La vasca in calcestruzzo della cuccetta costa!

 

Costa il materiale, il suo trasporto e la posa.

 

 

Ma non solo…

 

Il calcestruzzo è un materiale inerte e come tale alla fine del suo ciclo di utilizzo va smaltito!

 

Le normative ambientali saranno sempre più restrittive e componenti che oggi non vengono considerati “pericolosi” lo diventeranno in futuro.

 

Vuoi un esempio?

 

Chiedi quanto costerebbe smantellare la tua stalla in cemento o le cuccette al suo interno e il costo del loro smaltimento…

Questo costo devi sommarlo al costo dell’acquisto e installazione iniziale!

E spesso rischia di essere più oneroso lo smaltimento rispetto all’acquisto!!

 

(storia già vista con le coperture…)

 

Vale quindi la pena pensare a creare soluzioni con materiali più flessibili, che non comportino costi a fine ciclo e che soprattutto possano essere costruiti e modificati a costi bassi se non zero!

 

Con soluzioni progettate per consentire una variazione della misura della buca di stabulazione dell’animale sia per cambi di dimensione della mandria in funzione di scelte genetiche, sia per poter adattare la stalla a diversi gruppi in fase di accrescimento.

 

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni su come potrebbe essere una soluzione applicabile alla tua stalla, puoi scaricare GRATUITAMENTE la scheda della cuccetta efficace low-cost  come l’abbiamo pensata da poter costruire a costi irrisori, ma sopratutto smaltibile semplicemente!!

 

Clicca il bottone e ricevi subito la tua scheda gratuita

 

 

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Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione su cosa devi considerare quando pianifichi una stalla ti invito a scaricare gratuitamente il nostro e-book

 

“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

Se non ti senti pronto, preparato, o se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

 

ORA STA A TE!

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Se invece hai bisogno di un supporto in termini di consulenza allora puoi avere tutte le informazioni di cui hai bisogno qui SetUp Farm Consulting

 

 

 

Le 3 caratteristiche dell’ufficio in stalla

Le 3 caratteristiche dell’ufficio in stalla

Tempo di lettura: 4 minuti

A cosa serve l’ufficio in stalla?

 

Ma soprattutto: serve davvero?

 

L’ufficio è la sede decisionale della stalla, dove raccogli tutte le informazione che arrivano dai sensori di stalla e dove pianifichi le tue strategie aziendali

 

Troppo spesso, erroneamente, l’ufficio di stalla viene ricavato in qualche stanzino buio, sporco e poco confortevole, poiché magari si cerca un “posto dove mettere il pc” per il controllo del robot di mungitura o dei podometri..

 

Qualcosa molto simile a questo…

 

RISULTATO:

Il posto angusto risulta poco accogliente e quindi l’allevatore o il farm manager non ci andrà spesso e soprattutto non avrà voglia e motivo di intrattenersi per lungo tempo!

 

Con la conseguenza che l’analisi dei dati non verrò eseguita in un clima di relax, concentrazione, silenzio e con l’attenzione che tale attività richiede.

 

Per rimanere sul mercato nei prossimi anni l’allevatore, gioco forza, dovrà evolvere il sua professionalità da quella di “semplice” allevatore a quella più raffinata di Farm Manager!

 

La differenza sta soprattutto nel fatto che la professionalità del manager ha come caratteristica principale quella di

 

PRENDERE DECISIONI

 

E le migliori decisioni vengono prese quando si hanno a dati su cui basare le proprie scelte e quando queste vengono fatte in totale serenità!

Serenità data dal metodo di lavoro, ma anche e soprattutto dal luogo in cui di trascorre il proprio tempo lavorativo.

 

 

Da qui si possono tradurre 

semplici regole per rendere l’ufficio di stalla un confortevole e piacevole luogo di lavoro

 

 

1. Confortevole

 

La comodità è la caratteristica principale.

 

Per un’attività manageriale di successo è bene trascorrere in ufficio almeno la metà della giornata lavorativa.

 

L’ufficio deve quindi essere un luogo:

  • con scrivania e computer connesso a tutti i sensori della stalla e comoda sedia da ufficio
  • pulito
  • caldo d’inverno e fresco d’estate
  • con un divano per sedersi comodamente a pensare
  • con tutti i generi di comfort (macchina del caffè, frigo rifornito e anche il necessario per uno spuntino)

 

2. Spazioso per organizzare riunioni

 

L’ufficio è quindi il fulcro operativo della stalla e come tale, luogo critico per prendere decisioni!

 

Le decisioni vengono prese dal farm manager, con il consulto di tutti i professionisti che gravitano intorno alla stalla.

 

E’ assolutamente utile poter organizzare quindi riunioni periodiche con tutte le competenze che affiancano il farm manager e a cui demanda la responsabilità delle diverse business units.

Come ad esempio:

  • veterinario buiatra aziendale
  • tecnico alimentarista
  • podologo
  • responsabile di stalla
  • responsabile della vitellaia

e chiunque altro coinvolto nella gestione della stalla…

 

 

Per riuscire a organizzare riunioni efficaci è utile disporre di spazio per poter accogliere tutti comodamente intorno ad un grande tavolo con comode sedie.

 

Per organizzare riunioni efficaci puoi anche leggere il post

“Le riunioni, strumento strategico per il successo della tua attività”

 

 

3. Con vista stalla

 

Verificare in tempo reale, magari con un colpo d’occhio, ciò che ti suggeriscono i numeri dal computer è, oltre che una gran comodità, un notevole risparmio di tempo e di energie!!

 

Ciò può diventare fattibile progettando l’ufficio in posizione strategica rispetto a tutte le business units della stalla e dotandolo di ampie finestre su tutti i lati.

 

L’ufficio non deve quindi essere considerato di second’ordine, o peggio considerato solo il “contenitore del computer per il funzionamento dell’impianto di mungitura”, ma deve essere posta grande attenzione nella progettazione dell’ufficio quale elemento chiave della redditività della stalla.

 

 

Da qui si evince ancora una volta quale sia l’importanza del fattore progettazione in tutti gli elementi della stalla e quale potenzialità economica rivesta.

 

Se non ti senti pronto, preparato o se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come iniziare, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

ORA STA A TE!

Decisi se continuare ad accontentarti della situazione attuale o se strutturare una strategia di progettazione e acquisizione degli elementi chiave per aumentare il reddito della stalla di bovini da latte!!

 

Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione su cosa devi considerare quando pianifichi una stalla puoi leggere anche:

 

Ti invito anche a scaricare gratuitamente il nostro e-book

“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

 

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“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

 

Hai veramente bisogno dell’elicottero?

Hai veramente bisogno dell’elicottero?

Tempo di lettura: 4 minuti

No, non mi sto riferendo ai velivoli, la mia è una domanda che riguarda la tua stalla… 

 

E soprattutto le tue vacche da latte!

 

 

Spesso in stalla, come in altri settori, siamo influenzati dalle mode.

 

E la moda degli ultimi tempi riguardo la lotta dello stress da caldo è quella dei ventilatori elicottero

(o destratificatori orizzontali).

 

Purtroppo, come spesso succede, si identifica in un oggetto/prodotto la soluzione ad un problema.

 

Non è così!

 

NON è l’impiego tout court di un oggetto o una tecnologia a risolvere il problema, ma l’applicazione di questa ad una pianificazione strategica che deve essere fatta a monte!

Questo discorso, valido per tantissime altre soluzioni adottate in stalla, ritorna attuale per quanto riguarda la ventilazione (che abbiamo imparato essere di basilare importanza alle nostre latitudini per combattere lo stress da caldo) e l’impiego indiscriminato dell’“elicottero” (o ventilatore orizzontale a pala larga)!!

 

Facciamo un po’ di ordine!!

 

Ti va?

 

Dai ragioniamo insieme…

 

L’elicottero è un destratificatore!

 

 

DE – STRA – TI – FI – CA – TO – RE

 

Chiaro?

 

  • A cosa serve?

In quanto tale, il suo compito è appunto quello di destratificare l’aria!

In altre parole deve muovere l’aria in senso verticale, agevolando la miscelazione dei diversi strati d’aria che si trovano a diverse altezze da terra all’interno della stalla.

 

  • Usalo per asciugare la lettiera

Nelle compost barn una corretta ventilazione diventa ancora più fondamentale, poiché la salubrità della lettiera compost e quindi della mandria dipende strettamente dal tasso di umidità della lettiera stessa.

 

Se vuoi saperne di più sulle lettiere compost puoi leggere questo post.

 

 

  • Ma gli elicotteri da soli non bastano!

Anzi! Per assurdo, se montati senza una corretta progettazione dei flussi d’aria la loro azione può essere addirittura controproducente nonché dannosa!!

 

 

INUTILI se non c’è un flusso d’aria nuova dall’esterno!

 

L’aspetto di fondamentale importanza nel controllo climatico, ma ancor più nella corretta gestione del tasso di umidità, sta nel fatto di riuscire ad introdurre nel microclima della stalla la maggior quantità possibile d’aria dall’esterno.

 

Aria con un più basso tasso d’umidità diventa la condizione fondamentale per poter garantire un raffrescamento degli animali

Non dimentichiamo mai che la vacca da latte scambia calore con l’esterno tramite l’espirato, ed è un principio fisico il fatto che lo scambio di calore dall’animale è tanto più efficace quanto più è basso il tasso di umidità dell’aria

(oltre che la temperatura, naturalmente).

 

È quindi responsabilità nostra garantire un sufficiente apporto d’aria “asciutta” per favorire l’evapotraspirazione.

 

A questo punto la domanda sorge spontanea…

 

 

Come possiamo introdurre la maggior quantità diaria fresca dall’esterno?

E soprattutto quali strumenti abbiamo?

 

DUE

 E molto potenti!

 

  1. La progettazione efficace

  2. La pianificazione strategica

 

Ricordati sempre che…

 

Una ventilazione efficace che permette di avere una corretta distribuzione e una opportuna quantità d’aria in stalla si sviluppa su diversi livelli:

  1. orientamento della stalla
  2. struttura della stalla impiegata
  3. valutazione e analisi dei flussi d’aria naturali
  4. integrazione dei flussi d’aria naturali con ventilazione artificiale
  5. distribuzione efficace dell’aria all’interno della struttura

 

 

Mi spiace dirti che…

i ventilatori elicotteri lavorano solo dal punto 5!!!

 

C’è quindi un grande lavoro da fare prima, non trovi??

 

 

Ora permetti di farti una domanda…

 

 Sai cosa succede se non hai sviluppato i punti 1, 2 e 3?

 

 

Succede che stai perdendo TANTI soldi!!

 

Però puoi sempre tamponare la soluzione agendo sul punto 4!

 

Che, guarda a caso, è quello che si attua tramite l’installazione di ventilatori che permettano l’entrata in stalla della maggior quantità di aria “asciutta” possibile (tipicamente i ventilatori verticali)!

L’UNICO elemento di successo, anche nella lotta allo stress da caldo, è una pianificazione strategica associata ad una efficace progettazione con una reale valutazione di tutti i componenti ed impianti in stalla

Ciò passa anche e soprattutto attraverso lo sviluppo dell’elemento progettazione!

Puoi trovare alcuni suggerimenti utili nella sezione dei miei post riservati alla progettazione.

 

Questi sono solo alcuni degli elementi di valutazione per una corretta ventilazione in cui si può incorrere nella valutazione della lettiera compost…

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri errori evitare durante la progettazione della tua nuova stalla per vacche da latte puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione progettazione o se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

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“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

Abbiamo quindi appreso alcuni importantissimi elementi a cui prestare attenzione riguardo alla gestione della ventilazione all’interno delle stalle per bovine da latte, per altri suggerimenti sulla progettazione

puoi leggere ….

 

 

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“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

 

I 3 errori da NON fare assolutamente con la lettiera compost

I 3 errori da NON fare assolutamente con la lettiera compost

Tempo di lettura: 3 minuti

I 3 errori che NON devi assolutamente fare con la lettiera compost

 

Per chi si accinge a pensare alla nuova stalla per bovine da latte o ad una ristrutturazione,

non può non imbattersi anche nella valutazione della compost barn.

 

Spesso questa soluzione viene però abbandonata per mancanza di informazioni certe e dati che possano certificare di fare “la cosa giusta” o, al contrario, evitare di compiere errori che possano risultare irreversibili…

 

Ci sono molti aspetti di cui tenere conto per prendere le giuste decisioni

(o molti rischi di fare la scelta sbagliata).

Di conseguenza, se vuoi risolvere il problema alla base, devi evitare di inciampare in errori che potrebbero costarti molto caro!

Iniziamo con un po’ di storia

 

La lettiera compost, questa sconosciuta, nasce in America nel 2001 e viene importata in Italia nel 2006, e quindi possiamo contare solo su una storia recente e su un numero limitato di casi di compost barn applicati al contesto italiano.

Lo scopo di questo post è quello di evitare di farti fare errori macroscopici, scrivendoti alcune scelte che NON DEVI ASSOLUTAMENTE FARE per impiegare la lettiera compost all’interno della stalla a stabulazione libera.

 

1. Il più grande errore che puoi fare è quello di installare la lettiera all’interno di edifici poco ventilati

 

A questo proposito puoi trovare informazioni interessanti nel mio post Hai veramente bisogno dell’elicottero?”

 

Come per molti altri aspetti legati alle ottimali condizioni di salute delle bovine da latte in stalla, è la progettazione che poi porta grandi benefici oppure grandi problemi.

 

Perché?

Semplice…

Perché solo con una buona progettazione si può sfruttare la ventilazione naturale e permettere così un abbondante ingresso di aria pulita in stalla, necessaria per asciugare la lettiera.

 

L’aria con un tasso di umidità più basso garantisce la selezione della flora microbica aerobica non patogena.

Infatti l’aerazione della lettiera permette un favorevole equilibrio dei batteri aerobi (non patogeni) e dei batteri anaerobi selettivi (per la maggior parte patogeni)

 

2. NON valutare seriamente a priori quale substrato utilizzare

 

 

Anche qui la progettazione (in termini di pianificazione strategica) è fondamentale per valutare il miglior materiale per la miglior resa della lettiera.

 

Questa pianificazione consente di:

  • Progettare con precisione il sottofondo, se e come isolare la fondazione e quali eventuali impianti impiegare
  • Pianificare la gestione delle scorte e dell’approvvigionamento costante del materiale lungo l’arco dell’anno e il suo corretto stoccaggio
  • Valutare i potenziali fornitori individuando la qualità del materiale e i migliori periodi dell’anno per l’acquisto
  • Pianificare le lavorazioni quotidiane necessarie calcolando tempi, macchinari, costi e competenze per ottimizzare la corretta gestione della lettiera all’interno del management aziendale

 

 

3. Affidare la pianificazione strategica di un fattore gestionale così delicato ad un fornitore

 

Chi vuole valutare l’adozione di una particolare tecnologia o vuole progettare una nuova stalla per vacche da latte chiede consiglio a figure professionali con cui si trova a confrontarsi in stalla.

Spesso queste, sono potenziali fornitori, venditori e rappresentanti di impianti, tecnologie e strutture.

 

Per trattare un argomento così delicato, con poche esperienze disponibili e con conoscenze specifiche non alla portata di tutti, sarebbe un grave errore applicare tout court le indicazioni di figure professionali non espressamente preparate su questo argomento, e che comunque presentano un conflitto di interessi nella fase di progettazione e vendita.

 

Questi sono solo alcuni degli errori catastrofici in cui si può incorrere nella valutazione della compost barn.

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri segnali ti inviano le bovine da latte puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione segnali dalla vacca o se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

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“Come aumentare la produttività delle tue vacche da latte e guadagnare di più”

 

Abbiamo quindi appreso alcuni importantissimi elementi a cui prestare attenzione per migliorare il benessere e quindi la produzione delle tue vacche da latte, per altri suggerimenti

puoi leggere ….

 

 

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Ti aspetto al prossimo …

 

“Segnali dalla vacca: come aumentare la produzione di latte”

 

 

 

 

Marzio Miodini

Come progettare non solo la struttura ma anche un’attività che risulti efficiente

Come progettare non solo la struttura ma anche un’attività che risulti efficiente

Tempo di lettura: 3 minuti

Sai come costruire un lavoro efficiente? 

 

Conosci quali sono le attività di stalla che impegnano più tempo ed energie?

La sfida nel progettare una nuova stalla per bovini da latte è quella di renderla efficiente ed efficace nel tempo. 

Il reddito aziendale dell’allevatore dipende strettamente da quanto efficacemente sono stati progettati tutti gli elementi di efficienza lavorativa.

 

Tempi ed energie per le lavorazioni

 

Per costruire un lavoro efficiente è necessario conoscere i tempi e le energie dedicate alle diverse lavorazioni e cosa compete ad ogni business unit.

 

In una stalla convenzionale con sala di mungitura la maggior parte dei tempi ed energie di lavorazione sono dedicate alle attività di mungitura e di movimentazione degli animali (circa l’80%).

Nello specifico 40% per la mungitura e 40% per la movimentazione degli animali. Il restante 20% è dedicato alle attività di alimentazione, gestione lettiera e cuccette e gestione del liquame.

 

È quindi evidente che una progettazione, per essere efficace e portare valore deve concentrarsi a ottimizzare le business units che comportano valori più alti.

 

 

Vacche sane e malate

 

CONSIGLIO

 

Considera sempre che una vacca malata richiede un impiego di costi ed energie pari a 40 vacche sane

Ciò si traduce nel linguaggio del farm manager a evitare che le vacche si ammalino.

 

E nel linguaggio dell’imprenditore, ma soprattutto del consulente progettista indipendente a mettere in atto tutte le strategie progettuali per realizzare spazi e flussi di lavoro che consentano di non far ammalare le vacche e di gestire quelle malate con il minore impatto lavorativo e gestionale.

 

 

Perché progettare e pianificare?

 

Il fattore economico è sempre quello più importante!

 

Gli errori sulla carta costano meno che nelle strutture!

 

Ogni errore specifico sulla carta è valutabile a priori e facilmente correggibile, invece nelle strutture già realizzate NO!

 

Ragionare su un progetto consente di integrare la visione a lungo termine, caratteristica fondamentale per inserire elementi di innovazione secondo le tendenze future.

 

Il progetto di una stalla è inoltre un elemento oggettivo per potersi confrontare: con i colleghi e con chi possa apportare qualsiasi elemento utile di riflessione.

Non tenere il progetto nascosto e tutto per te ma CONDIVIDILO!

Ti verranno dati suggerimenti grandiosi da tutti!

Una volta definito il progetto definitivo, questo elaborato sarà la base oggettiva per poterne parlare con gli esperti.

 

In questo modo non saranno i fornitori a fare proposte progettuali ma sarai tu a definire in modo univoco i confini e gli obiettivi di come vuoi progettare il tuo “sistema stalla”, poiché questo arriverà da profondi ragionamenti che avrai affrontato con il tuo consulente progettista INDIPENDENTE.

 

Se vuoi saperne di più sull’importanza della progettazione della tua stalla per bovine da latte, ti invito a leggere anche questo articolo.

 

Espansione in fasi

 

Progetta anche le potenziali e future espansioni!

 

Anche se al momento non hai intenzione di espandere, una volta stabilite e soddisfatte le tue esigenze e i tuoi bisogni di oggi, prova a immaginare e progettare cosa potrai costruire un domani e che caratteristiche potrà avere la tua stalla da latte “espansa”

 

In questo modo potrai avere da subito un’idea ben definita su cosa potrai permetterti in termini di espansione un domani, quali sono le opportunità e quali potrebbero essere i rischi.

 

 

Se non ti senti pronto, preparato, o semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come iniziare, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

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Per altri suggerimenti sulla progettazione

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Conoscere le patologie podali dal punto di vista manageriale

Conoscere le patologie podali dal punto di vista manageriale

Tempo di lettura: 4 minuti

Ti sei mai chiesto quanti soldi potresti risparmiare ogni anno semplicemente cambiano l’approccio alla gestione delle patologie podali?

 

Sai quanto incidono in media le patologie podali bovine nel bilancio aziendale della stalla da latte?

 

 

Te lo dico io: un sacco di soldi, i TUOI soldi!

Lo so, detta così è un’affermazione piuttosto generalista, ma purtroppo vera!

Come ogni manager di successo è opportuno sapere COME fare prima del COSA fare

È quindi opportuno conoscere la podologia bovina in termini manageriali.

 

Prima di affrontare in campo le patologie podali (cioè prima di “operare” sugli animali e prima ancora di seguire corsi di mascalcia bovina per intervenire direttamente) bisognerebbe effettuare una pianificazione strategica.

 

Se vuoi saperne di più su come strutturare una strategia efficace, ti invito a leggere questo post.

 

Cosa vuol dire conoscere “in termini manageriali”? 

Non ti preoccupare: ora te lo spiego.

 

 

Anzitutto definiamo le 2 macro categorie di patologie podali:

  • INFETTIVE (Dermatite interdigitale e Flemmone digitale)
  • BIOMECCANICHE (Malattia della linea bianca e Ulcera della suola)

 

 

Ognuna di queste categorie deve essere gestita in modo differente con azioni distinte.

 

Nella pratica, ciò significa attuare azioni e protocolli in stalla per gestire tempestivamente le patologie podali bovine infettive, mentre attuare programmi di intervento su animali e stalla per le patologie podali bovine biomeccaniche.

 

Queste azioni devono avere un efficace sistema di monitoraggio della salute podale bovina in stalla!

 

Ma vediamo nel dettaglio

 

Ti va?

 

Dai mettiti comodo e continua a leggere

Infettive

 

Come purtroppo hai avuto modo di imparare sulla tua pelle, le patologie podali bovine infettive si palesano in stalla troppo spesso!

 

Per poterle affrontare in modo vincente è necessario attuare protocolli ferrei, ma soprattutto, per evitare un rapido contagio dell’intera mandria è indispensabile strutturare una strategia di SEPARAZIONE degli animali e un TRATTAMENTO TEMPESTIVO.

 

Se la dermatite digitale è una patologia infettiva che bisogna combattere costantemente, il flemmone interdigitale ha un’incidenza inferiore ma è molto più “esplosiva”.

Ciò significa che se la bovina non viene separata immediatamente e trattata con antibiotico, oltre ad avere un decorso molto veloce con conseguenze molto importanti, il flemmone rischia di contagiare in tempi ristretti molti animali.

 

Quindi tutto ciò cosa significa?

 

Che per affrontare in modo efficace le patologie podali bovine infettive hai bisogno di spazi dedicati per la separazione degli animali infetti e un efficace e costante sistema di monitoraggio.

E’ possibile avere spazi sufficienti per la separazione solo dopo che tu (e soprattutto il tuo consulente progettista INDIPENDENTE)  hai progettato un sistema stalla efficiente.

 

In questo articolo trovi trattato in maniera approfondita l’argomento.

 

Ad oggi sul mercato non ci sono ancora disponibili sistemi di diagnosi automatizzata delle patologie podali bovine (anche se presto saranno disponibili), ciò vuol dire che al momento devi imparare (tu o un tuo collaboratore dedicato) a monitorare costantemente la salute podale della tua mandria.

 

 

Biomeccaniche

 

Nel caso che la statistica delle patologie podali ci indichi un’alta incidenza di patologie podali bovine biomeccaniche e soprattutto ripetute nel tempo, allora sarà necessario intervenire sulle strutture di stabulazione.

 

Poiché Ulcera della Suola e Malattia della Linea Bianca sono una diretta conseguenza di traumi perpetrati per lunghi periodi da strutture quali pavimenti e passaggi, sarebbe utile che facessi un’analisi della tua stalla e dell’impatto che essa ha sui tuoi animali.

 

E naturalmente, una volta terminata l’analisi, deve seguire un’azione migliorativa!

 

Altrimenti rimarrai solo un bravissimo teorico senza risolvere il problema, perdendo molti soldi.

 

Per affrontare quindi in modo totale la problematica, all’analisi deve seguire anche un programma di pareggio funzionale dell’intera mandria.

Una pratica sicuramente VINCENTE per affrontare le patologie podali e per scaricarti dalla responsabilità della gestione della salute podale, sarebbe utile TERZIALIZZARE il comparto salute podale!

Ti starai chiedendo come fare…

 

Molto semplice: strutturando tramite un servizio di podologia professionale almeno 2 interventi di pareggio funzionale all’anno.

 

Questa pratica, oltre a “curare” le patologie in essere aumenta le probabilità di guarigione, consente un monitoraggio continuo della salute e soprattutto è eseguito da professionisti con strumenti e competenze specifiche.

 

Il tutto si traduce in tempi di intervento ridotti e grande risparmio!

CONSIGLIO

 

Preferisci un professionista, o meglio un team, che oltre ad essere professionale ed affidabile, associa a tutti gli interventi i report con le relative statistiche, in modo da poter controllare e misurare i miglioramenti e lo stato sanitario podale della tua mandria

Con questo post spero di averti dato alcuni spunti di riflessione, e che questi possano esserti utili per strutturare una strategia operativa efficace.

 

Se sei un allevatore o un veterinario, prima di modificare o stravolgere operativamente alcuni settori della tua stalla, ti consiglio comunque di predisporre le giuste basi e affinare la tua preparazione perché quanto visto sin qui risulti altamente efficace.

 

Riassumendo: Cosa fare?

 

Valuta in modo oggettivo la salute podale della tua mandria e verifica che vengano soddisfatte in relazione anche e soprattutto ai costi da te sostenuti con un occhio a quanto potresti risparmiare.

 

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Cosa vogliono i vitelli e cosa vogliono gli allevatori

Cosa vogliono i vitelli e cosa vogliono gli allevatori

Tempo di lettura: 3 minuti

La vitellaia è l’anticamera di una stalla di successo

 

Quali sono i reali bisogni di chi “vive” in vitellaia?

 

Conosci quali sono gli elementi principali su cui concentrarsi per dare a vitelli e operatori le migliori condizioni in vitellaia?

Se conosci realmente i bisogni puoi agire in maniera efficace e conseguire ottimi risultati con pochissimo sforzo e investimento!

 

Cosa vogliono i vitelli?

 

I vitelli hanno semplicemente bisogno delle migliori condizioni per poter esprimere il loro potenziale genetico.

 

Semplice vero?

Certo, anche se da quello che si osserva in certe stalle per vitelli così scontato non pare. 

 

È molto semplice: i vitelli necessitano degli stessi elementi per garantire la salute nelle vacche:

  • Alimento
  • Acqua
  • Luce
  • Aria
  • Riposo
  • Spazio
  • Salute

 

 

Considera e dai priorità agli elementi che portano benessere alle vacche e contestualizzali ai vitelli!

Potrebbe interessarti anche questo articolo in cui ne parliamo approfonditamente.

 

Focalizza la tua attenzione sulla distribuzione dell’alimento e sul garantire agli animali acqua pulita.

 

 

Lo so, sembra che io stia dicendo una banalità, ma credimi, non lo è! E’ proprio da qui che si garantiscono delle solide basi sulla forza e resistenza alle patologie dei vitelli.

 

Una buona gestione dell’alimento e dell’acqua non può essere efficace se al tempo stesso non viene garantito un facile accesso per il vitello, quindi strutture ed attrezzature che mettano in condizioni il vitello di potersi alimentare e bere  acqua senza impedimenti e stress.

 

Questo argomento viene trattato in questo articolo, fossi in te non me lo perderei!

 

Il microclima è fondamentale per garantire benessere, ma prima ancora condizioni di salute basilari all’animale: anche questa potrebbe sembrare un’ovvietà ma non lo è.

La velocità e la qualità dell’aria, oltre naturalmente alla temperatura, sono la base del benessere dei vitelli, quindi concentrati sul valutare le strutture (che riparino da agenti atmosferici e correnti d’aria) e sui sistemi di ventilazione adeguati che forniscano un corretto ricambio d’aria.

 

 

L’allevatore invece vuole…

 

…lavorare comodamente!

 

 

Il lavoro comodo: oltre che un piacere diventa una necessità quando si è intenzionati ad avere un elevato reddito.

 

Il lavoro facile è inteso come poter fornire tutti gli elementi di cui il vitello ha bisogno in modo semplice, veloce, senza sforzo e in maniera programmata.

Anche la facilità di pulizia diventa fondamentale poiché dall’efficacia della pulizia si garantisce il basso livello di patogeni nell’ambiente e quindi il controllo delle infezioni.

 

Come si può ottenere ciò?

 

Come sempre con un’ottima progettualità; il che significa programmazione delle attività e progettazione delle strutture.

Se vuoi saperne di più su come strutturare una strategia efficace, ti invito a leggere questo articolo.

Salute = Strutture + Management

Progettualità = Progettazione + Programmazione

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