Cos’è realmente importante in vitellaia

Cos’è realmente importante in vitellaia

Tempo di lettura: 2 minuti

La vitellaia è il futuro della tua azienda, ma a cosa devi realmente porre attenzione oggi per avere domani una mandria sana, produttiva e performante?Non è più sostenibile pensare al vitello come un’entità a cui porre particolare attenzione solo se si ammala.

Prevenire è meglio che curare.

Ma sai davvero cosa vuol dire? Sei sicuro di fare il meglio per i vitelli e per la tua attività?

Consentire ai giovani animali di crescere in un ambiente sano, biosicuro e protetto è la garanzia più importante che tu possa avere per una mandria produttiva e resistente alle patologie.

Se sei d’accordo con me, continua nella lettura e vediamo nello specifico cos’è realmente importante.

La risposta più immediata è “tutto” e non ti sbagli, ecco perché ti tolgo dalla fatica di pensare a quali sono i problemi e te li raggruppo in 3 categorie ordinandoli per priorità.

 

Box parto

Da qui comincia la vita del nostro animale e, come ben sai, appena nato non ha difese immunitarie: ecco perché l’ambiente deve essere sano.

Non serve poi così tanto, un box adeguato, una lettiera pulita e già qui le patologie diminuiscono drasticamente e ovviamente una partoriente in un ambiente adeguato (stress free) da anche meno problemi durante il parto.

 

Biosicurezza

Su questo argomento ci si può soffermare per ore ma ciò che ci interessa sapere è in maniera concreta, come garantirla nella vitellaia.

Anche se in questo reparto è particolarmente fondamentale, molte buone pratiche in realtà (mi auguro) le stai già utilizzando nel resto del tuo allevamento come per esempio limitare l’ingresso di persone estranee all’interno dell’azienda o avere dei percorsi prestabiliti sia all’esterno che all’interno della struttura. I vitelli sono meno importanti?

Infine un ulteriore aspetto a cui porre attenzione è impostare un sistema di lavoro dal giovane al vecchio evitando quindi il passaggio di patogeni dai vitelli più anziani (e già più resistenti).

 

Protocolli

È di fondamentale importanza avere strutture e spazi specifici per le lavorazioni intrinseche alla vitellaia quali:

  • preparazione dell’alimento
  • lavaggio dei secchi
  • banca del colostro

Inoltre prenditi il tempo di spiegare il perché si fanno certe lavorazioni o si segue un determinato procedimento, sarà così molto più semplice spiegare come fare le cose e sicuramente l’attenzione posta sarà maggiore.

Se vuoi approfondire le tue conoscenze ti consiglio di continuare la tua lettura leggendo questi blog:

La vitellaia è una business unit che non può aspettare

La vitellaia è una business unit che non può aspettare

Tempo di lettura: 2 minuti

Giorno dopo giorno ti starai rendendo conto che la vitellaia è uno degli ambienti in cui ti devi concentrare con particolare attenzione se vuoi crescere una mandria sana e avere di conseguenza delle entrate maggiori dovute, anche, alla diminuzione dei costi interventi e trattamenti del veterinario.

Ma ti sei mai veramente fermato a valutare numericamente le prestazioni della tua vitellaia?

Se non l’hai mai fatto ti invito a continuare a leggere ma, cosa fondamentale, a metterti in gioco e osservare con occhi diversi, o meglio critici, il tuo allevamento.

In primis, sii consapevole della tua situazione attuale, poi prova semplicemente a entrare in vitellaia ed evidenziare i punti deboli dove puoi migliorare.

Un esempio?

Non sei “entrato” fisicamente nella zona dedicata ai vitelli ma semplicemente hai camminato osservandola senza porti nessun problema?

Ecco un primo punto critico: predisponi una zona pulita per passare dall’allevamento alla vitellaia!

Sai benissimo anche tu che il rischio di immettere patogeni che creino malattia è molto superiore rispetto al resto della stalla.

Comincia a considerare la vitellaia come un “allevamento nell’allevamento” e che, come tale, richiede competenze e conoscenze specifiche con protocolli chiari per il personale.

Troppo spesso si vedono situazioni in cui il tuo futuro reddito è “parcheggiato” senza particolare cura dove, oltre a dare ai vitelli condizioni poco ottimali, anche l’intervento degli operatori diventa poco agevole!

Sei quindi sicuro che il problema reale sia “gabbiette a terra o gabbiette sollevate?”

A cosa bisogna porre attenzione allora per una vitellaia efficace?

Cambia modo di vedere il tuo allevamento “come hai sempre fatto” e comincia a osservare la tua vitellaia da 3 prospettive:

  • quella degli operatori
  • quella dei vitelli
  • e quella sanitaria

Crea degli ambienti specifici!

La vitellaia è una business unit a tutti gli effetti e sicuramente tra le più importanti (ovvio, se sei un imprenditore agricolo che guarda non solo al domani ma al futuro aziendale) e infatti ha esigenze climatiche, alimentari, relazionali, fisiche e fisiologiche completamente diverse dalle units adulte!

È necessario quindi pensare e progettare in maniera strategica, efficace e con protocolli chiari la tua vitellaia, avvalendoti di una persona che abbia anche ben chiaro cos’è e cosa implica la biosicurezza.

In altre parole, pianifica oggi la tua strategia e i tuoi vitelli ti ripagheranno abbondantemente!

Non sei ancora convinto dell’importanza dei concetti sopra descritti? Approfondisci le tue conoscenze leggendo i nostri blog specifici.

Oppure per una formazione specifica, partecipa al nostro prossimo corso online.

Di cosa hanno realmente bisogno i vitelli

Di cosa hanno realmente bisogno i vitelli

Tempo di lettura: 3 minuti

SEI SICURO CHE LA TUA VITELLAIA SIA PROGETTATA CORRETTAMENTE?

Solitamente in stalla la priorità viene data alle vacche in mungitura, trascurando o comunque limitando, le risorse e le energie verso i vitelli; ma se oggi i tuoi soldi derivano dalla produzione delle bovine in lattazione, domani da chi arriveranno? 

Dai vitelli!  

Ecco perché è importante che crescano in un ambiente che soddisfi realmente i loro fabbisogni, da ciò dipende il futuro economico della tua azienda.

Partiamo dal tasto dolente..sai quanto perdi in termini economici crescendo degli animali in condizioni poco ottimali? 

Te lo dico io: TANTI!

E come fare a rendersene conto? Semplice: prova a pensare a quanti soldi perdi in termini di latte e interventi sanitari per ogni bovino adulto malato, stabilisci una quota e mettila sui tuoi vitelli, impressionante vero?

Ecco cosa succede di solito.

Nella maggior parte delle stalle che ho visitato, a oggi i vitelli vengono messi ancora nell’angolo della stalla, sparpagliati qua e là dove c’è spazio, o in un sistema di gabbiette a modulo non strategicamente pianificato tanto “sono piccoli, vanno dove c’è posto”. 

Sbagliato!

Per il loro benessere e soprattutto per il tuo portafoglio, devi considerare principalmente 3 aspetti:

  1. salute del vitello
  2. benessere podale
  3. entrata in produzione

SALUTE DEL VITELLO

La fase più importante nella vita di un vitello è lo svezzamento e come ben saprai, i fattori da considerare sono:

  • la temperatura a cui somministri il latte;
  • la qualità e la quantità di mangime;
  • la qualità del foraggio e soprattutto, che il foraggio resti asciutto, per evitare lo sviluppo di muffe e/o tossine deleterie per i tuoi vitelli.

E’ importante quindi che la struttura dia la possibilità di tenere il tutto al coperto evitando il più possibile il contatto diretto con gli agenti atmosferici tra i quali consideriamo anche l’eccessivo irraggiamento solare!

Non dimentichiamo infatti che i bovini non hanno ghiandole sudoripare ma scambiano acqua e aria tramite il respiro e anche tu come loro, immagino preferisca un ambiente fresco e riparato. Non è così? 

BENESSERE PODALE

Sono sicuro che hai messo/costruito/installato un tipo di pavimentazione idonea per i tuoi vitelli, ma hai mai chiesto ai diretti interessati cosa ne pensano? 

Togliti gli stivali ed entra in vitellaia: come ti senti? Hai una lettiera scarsa, sufficiente o abbondante?

Ah dimenticavo: devi stare in punta di piedi, i vitelli non appoggiano tutta la pianta come noi.

Se la lettiera è abbondantem ti faccio i miei COMPLIMENTI!

Se il materiale di lettiera è sufficiente sei già a buon punto (anche se si può semprefare meglio) e se invece la quantità è scarsa, beh, stai perdendo tanto soldi! 

Permettimi di farti una domanda: quante volte il podologo è entrato nella tua vitellaia? 

Una pavimentazione non adeguata può sviluppare zoppie e il rischio è che diventino croniche e quindi che portino a un inevitabile calo di produzione di latte nel tempo è molto elevato. 

Vuoi approfondire l’importanza dell’impatto economico derivante dalle zoppie? Ti suggerisco di leggere questo articolo.

 

ENTRATA IN PRODUZIONE

Il terzo punto su cui si cerca di stringere sempre i tempi è sicuramente il momento della prima fecondazione e sai qual è la caratteristica riproduttiva che si tende a dimenticare? 

Che i bovini sono animali a fotoperiodo positivo, ovvero che il loro ciclo riproduttivo si attiva/è influenzato positivamente dalla quantità di ore di luce!

Una corretta gestione del fotoperiodo in termini pratici significa guadagnare tempo e denaro o, al contrario, uno scarso management della vitellaia porta a ingenti perdite economiche nei prossimi anni!

Perché? Meno illuminazione hai, più ritardi o calori silenti riscontrerai all’interno della tua stalla.

Hai mai considerato questo “numero nascosto” nel tuo bilancio aziendale?

Vuoi approfondire la tematica della luce in stalla? Leggi questo articolo.

Cosa fare quindi?

Tanti allevatori sono nella tua stessa posizione ma non preoccuparti, quello che ti posso dire è che una soluzione c’è!

Affidandoti a dei consulenti indipendenti professionisti, potrai ricevere il giusto supporto per pianificare ed eventualmente progettare la tua vitellaia guadagnando di più all’interno del tuo sistema stalla e crescendo quindi anche come imprenditore.

Ora, se pensi di avere già tutte le conoscenze a te necessarie, ti ringrazio di aver letto fin qui e ti saluto.

Se invece anche tu ritieni che un miglioramento sia possibile e vuoi quindi approfondire l’argomento, ti invito a scaricare il nostro ebook gratuito:

Gli spazi necessari in stalla

Gli spazi necessari in stalla

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Ti sei mai trovato nella condizione di volere che le tue vacche producessero più latte?

Più sono rispettate le condizioni dell’ambiente naturale, più la vacca sta bene. 

Già ma come integrare questo in un sistema stalla?

Gli scenari generalmente sono questi:

  • Nell’azienda di famiglia avviene il passaggio di generazione e qui si cerca di rimodulare la stalla integrando automazioni e aumentando i capi per lasciare ai figli un patrimonio
  • La richiesta di latte! I soldi arrivano principalmente dalla vendita del latte e per sopravvivere siete stati “costretti” ad aumentare il numero di capi

Ciò che accomuna entrambi, sono gli spazi!

E questo lo puoi vedere direttamente osservando i tuoi capi in stalla: hanno la possibilità di mangiare tutti insieme in mangiatoia?

Osserva quando si dirigono in rastrelliera: 

  • c’è lo spazio per far passare un altro capo dietro? 
  • e quando bevono (CTA “3 errori da non fare negli abbeveratoi” blog ancora da caricare PR)? 
  • scommetto che spesso e volentieri sono di traverso!

Ti descrivo un dato di fatto che conosci benissimo, i bovini sono animali che all’interno del gruppo stabiliscono una loro gerarchia e, come avrai notato, le dominanti si garantiscono il posto in prima fila sia per mangiare che per bere.

Con meno superficie di movimento le interazioni tra gli animali saranno inevitabilmente più consistenti e questo porterà i soggetti più deboli ad avere maggior difficoltà.

Sei quindi sicuro che l’aumento di capi sia direttamente proporzionale all’aumento di produzione e fatturato?

Non dimenticare inoltre il livello di stress che influisce sulla produzione e sulla riproduzione e, come dicevo sopra, non sottovalutare il fronte mangiatoia.

Quando ho frequentato l’università, mi hanno insegnato che per garantire il benessere animale era sufficiente che il 75% dei capi riuscisse a mangiare contemporaneamente.

Questa è una balla galattica!!

E per dimostrartelo ti faccio una domanda: se vai al ristorante e ogni volta ti fanno aspettare mezz’ora prima di entrare, ci ritorni o ne cerchi un altro con un’accoglienza più rapida?

Esatto! E a loro, come a noi, non piace aspettare quindi il rapporto animale/cattura deve essere 1:1!

Ora invece voglio farti considerare un aspetto economico..

La relazione “+ vacche = + latte” non è sempre vera!

Anche qui interviene il discorso della superficie a capo; per i fattori elencati sopra, l’animale cercherà di adattarsi limitando le sue funzioni, ma indovina qual è il primo aspetto che viene a diminuire? 

Esatto!!! la produzione di latte!

In una realtà in cui, per fortuna, si cerca di garantire all’animale “una vita degna di essere vissuta” e il concetto di benessere non è più inteso solo come un fattore puramente sanitario, non possiamo non considerare tutti questi aspetti, inoltre, non dimenticare che se un capo in più ti produce quei 30 litri di latte in più, in bilancio devi considerare anche il mantenimento dell’animale e capire quanto ti costa.

Non fare come con il tuo stipendio che spesso e volentieri (erroneamente) non tieni in considerazione!

Quanti soldi ti fa perdere il fondo della cuccetta

Quanti soldi ti fa perdere il fondo della cuccetta

Tempo di lettura: 2 minuti

Oltre all’aumento di latte che soddisfa il tuo portafoglio, ti gratifica anche vedere tutte le vacche che riposano coricate in cuccetta, vero? 

Visto che il portafoglio dipende dal riposo, proviamo ad analizzarle insieme!

Spesso e volentieri anche se ce la metti tutta ci sono una o più vacche dispettose di turno che entrano in cuccetta al contrario, che si sdraiano in mezzo alla corsia o che stanno li in piedi indecise se coricarsi o meno.

Non è così?

Allora forse hai già capito che per un’efficace gestione della stalla non basta essere dei semplici allevatori e ti dico di più, sei già più avanti della gran parte degli allevatori, per cui probabilmente ciò che dirò sotto già lo sai ma come diceva Marcel Proust Ogni lettore quando legge, legge sé stesso“.

In ogni caso ti lascio continuare in una lettura un po’ più specifica nel caso tu non voglia proseguire.

Se invece ti sei ritrovato in uno o più di questi problemi, non preoccuparti ma mettiti comodo e cerchiamo di capire cosa succede.

Primo aspetto

Una vacca dovrebbe poter riposare 14 ore al giorno e per poterlo fare ha bisogno di sdraiarsi! 

Non stiamo giocando al gioco delle sedie o forse si, ma non perde chi non riesce a sedersi, bensì tu!

Quindi assicurati che ci siano tanti letti quanti animali. Si letti, ho visto che hai sorriso, ma non è forse così per loro?

Secondo aspetto

Le cuccette devono essere comode, non standard! E questo si traduce in dimensioni adatte!

“Si ma se sono troppo grandi la vacca ci caga dentro!”

Certo, significa semplicemente che finalmente ci stanno!

Tu continui a riposare sul lettino che usavi da piccolo o sei in un letto dove ci stai?

Terzo aspetto

Qual è il materiale da usare? Se ci pensi bene non c’è un’unica risposta! 

Ti sarai accorto girando fiere, parlando con i tuoi colleghi e leggendo sui vari gruppi social che ognuno ha una propria opinione ma chi ha ragione?

In realtà tutti!

E sai perché? Perché ognuno ha scelto quello giusto per loro! 

Il più adatto alle loro esigenze, al loro metodo di lavoro!

Comincia quindi a capire o rivalutare la tua strategia e poniti queste domande:

  • Come sono divisi gli incarichi nella gestione della stalla?
  • Sono da solo o ho qualcuno che mi aiuta?
  • Quante volte voglio entrare in stalla?
  • Come gestisco i liquami?
  • Quali problemi ho e devo risolvere?
  • Che percentuale di zoppie ho? (diagnosticate da un podologo, non a occhio)

Ricorda, niente viene a gratis e senza fatica per cui si, se la tua strategia prevede l’uso di cuccette, dovrai pulirle più spesso, ma facendo loro trovare un fondo abbondante, asciutto e della loro dimensione, ci staranno il più possibile.

Non mi stancherò mai di dirlo:

Più riposo, più latte, più benessere, più guadagno per te!

Ps. Quando parlo di fatica non intendo per forza quella fisica, se hai un sistema efficace vuol dire che hai faticato anche e soprattutto nell’organizzazione del lavoro e nello studio della tua strategia!

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3 errori da non fare con gli abbeveratoi

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Tempo di lettura: 2 minuti

Vorresti che le tue vacche producessero più latte?

Non riesci a trovare un modo per aumentare la produzione?

Forse in questo articolo potresti reperire qualche spunto interessante….

Quanto è importante che la vacca beva a sufficienza? Cosa cambia in inverno? 

 Ti stai accorgendo dell’importanza del posizionamento gli abbeveratoi? 

Di solito ci sono sempre i soliti problemi:

  • si sporca subito 
  • la dominante scaccia le più deboli
  • l’acqua è fredda
  • l’acqua è calda in estate 
  • e via dicendo…
Ma facciamo un po’ di chiarezza!

Ci sono 3 aspetti fondamentali da considerare:

  1. Temperatura
  2. Spazio
  3. Pulizia (considerare la giusta tipologia di abbeveratoio e facilità di pulizia dato che devono essere puliti spesso)

Concordi? vediamoli in ordine

1 Temperatura

Come già avrai notato, in inverno oltre alla classica manutenzione ordinaria dell’abbeveratoio, bisogna considerare il riscaldamento dell’acqua per far sì che non geli e garantire un flusso costante alle bovine.

Ma…hai notato delle differenze? 

In inverno con l’acqua riscaldata sembra che bevano e mangino molto di più! Perchè?

La spiegazione è puramente fisiologica, ma per capirlo ti faccio un esempio molto semplice.

Ti è mai capitato di mettere a bollire l’acqua per la pasta e poi distrarti perché stai facendo altro? 

A me purtroppo più di una volta e quando mi accorgevo ormai mezza era già evaporata e perdevo il doppio del tempo tra riempire la pentola di nuovo e aspettare che ricominciasse a bollire!

Ecco, questo per farti capire più o meno quello che succede nel rumine della vacca: considerando che riesce a bere dai 10 ai 20 L/min, fai tu il conto di quanto il motore possa ingolfarsi a ogni suzione!

Ecco perché la preferiscono calda, ecco perché è un fattore da non sottovalutare neanche d’estate!

2 Spazio

Un’altra caratteristica comune in molte stalle è quella di installare gli abbeveratoi nei corridoi di passaggio o dietro la corsia di alimentazione che come principio è giustissimo, ma hai lo spazio necessario per posizionarli lì?

Vediamo cosa potresti aver notato:

  • La vacca beve di traverso
  • Se alcune sono in mangiatoia, dietro non c’è il posto fisico per poter bere
  • La vacca prova ad andare a bere ma viene spinta via dalla dominante
  • Le vacche vanno a bere una alla volta

Se vedi una o più di queste situazioni, c’è decisamente un problema di spazio!

Se consideriamo un abbeveratoio medio di 3 metri, abbiamo potenzialmente 3/4 bovini che si possono abbeverare contemporaneamente. Ma spesso ciò non può accadere….

3 Pulizia

Ultima caratteristica ma non per ordine di importanza è la pulizia! 

Sai benissimo quanto gli abbeveratoi si sporcano e quanto possano essere fonte di agenti nocivi per cui pastiglie magiche, spray protettivi o addirittura i pesciolini, non sono sistemi di pulizia!

Ecco una domanda che dovresti farti: io berrei quest’acqua?

Potremmo in realtà anche far riferimento per un attimo allo spazio, visto che per pulirli vanno svuotati e per questo non andranno mai rivolti verso la lettiera o comunque zone che devono rimanere il più asciutte possibili!

Ora giudica tu se ritenerli errori o trasformarli in opportunità.

Facci sapere cos’ hai fatto concretamente!

Se vuoi continuare a informarti, potrebbe interessarti questo articolo.

Se invece vuoi capire cosa fare per lavorare concretamente sul tuo business stalla, puoi partecipare al nostro corso live online.

Battifianchi morbidi, cosa ne pensi?

Battifianchi morbidi, cosa ne pensi?

Tempo di lettura: 3 minuti

Hai mai pensato a quali problemi agli animali possono portare le attrezzature nelle stalle? E a quali conseguenze sul tuo portafogli?

Di battifianchi ne abbiamo visti di tutti i tipi, ma sai valutare quali sono i più comodi per le tue vacche? 

Sono sicuro che per loro e per il tuo portafoglio, tu vuoi il meglio!

E hai ragione!!!

Quando entriamo in stalla siamo abituati a vedere i battifianchi curvi in metallo: perché “hanno sempre usato quelli, un motivo ci sarà” già ma quale? 

Sei sicuro che siano comodi? E che abbiano un giusto ritorno per il tuo portafogli?

Facciamoci una domanda: perché noi preferiamo dormire in un letto con materasso, coperte e cuscino e non per terra o appoggiati a un muro? 

Non dico che tu debba andare a coprire le tue vacche visto che al contrario di noi (o almeno di me) preferiscono il fresco, ma possiamo fare più di qualcosa per dar loro il posto maggiormente confortevole possibile!

Senza alcun dubbio i battifianchi sono nati con uno scopo ben preciso: tenere “composte” le nostre vacche che altrimenti, con la loro mole, accovacciandosi in cuccetta rischierebbero di invadere il posto delle altre e come ben sappiamo, 

tutte le vacche hanno bisogno di sdraiarsi e riposare!

Considerando inoltre la corsa per aumentare la produzione di latte, ci si ritrova spesso in stalle sovraffollate rispetto al numero di cuccette, rendendo ancora più fondamentale la necessità di dare loro uno spazio definito.

Fortunatamente si sta cominciando a capire che più animali, non sempre sono sinonimo di maggior produzione, non di certo se non garantiamo un determinato livello di spazio e benessere!

Ecco quindi che dal nord Europa e recentemente anche il Italia, stanno nascendo aziende specializzate in battifianchi flessibili per evitare gli urti traumatici (causati invece dai classici battifianchi in acciaio) con i punti critici della vacca visibili spesso a occhio nudo.

Concetto applicabile e già esistente anche per quanto riguarda le rastrelliere.

Potresti dirmi: “Non so quanto sia vantaggioso, se hanno dei semplici tubi di gomma come faccio a tenerle ferme e soprattutto rischio che mi saltino fuori dalla mangiatoia!”

 
Vediamone insieme i vantaggi:
R

In cuccetta:

  • Maggior libertà da parte dell’animale nello sdraiarsi, i battifianchi, insieme a una corretta gestione del tuo educatore diminuiranno considerevolmente l’atteggiamento che di solito hanno di incertezza quando si vogliono coricare in cuccetta aumentando le ore di riposo
  • Riduzione degli urti accidentali con i tubolari in ferro
  • Riposo più confortevole e conseguente diminuzione di stress
R

In rastrelliera:

  • Nessuna difficoltà a entrare in mangiatoia, prova ad entrare in stalla e a vedere quante vacche presentano una escoriazione visibile ad occhio nudo dal rialzamento del pelo nella zona del collo! Li è dove continuamente avviene un contatto a sfregamento con il lato superiore della rastrelliera!.. questo non è decisamente una cosa positiva per la salute e il benessere della vacca!

Andresti a mangiare in un posto dove continui a battere la testa? Se hai fame ci vai, se puoi scegliere cambi, o no?

Q

Svantaggi in cuccetta:

  • Sono battifianchi direzionali, quindi se hai delle cuccette già piccole rispetto agli animali che hai, potrebbe essere un problema perché per starci, inevitabilmente invaderebbero lo spazio delle altre cuccette (quelle classiche causano degli ematomi, ma stanno ordinate!)

Scegli il danno minore….

Q

Svantaggi in rastrelliera:

  • Essendo dei semplici tubi perpendicolari alla mangiatoia, non riesci a catturarle quindi devi prevedere uno spazio per i trattamenti
Come procedere quindi? 

Penso tu stia cominciando a capire che non puoi “tappare i buchi” e immettere nuove tecnologie in stalla senza aver fatto a monte una pianificazione strategica di cosa sia meglio per te e per i tuoi animali e se hai letto fino a qui, probabilmente qualche domanda a riguardo te la sei fatta ma ti sottolineo comunque il motivo di questo blog a cui prestare attenzione: 

+ comodità = +riposo =+latte

Ecco perché ti invito ad approfondire le tue conoscenze leggendo questo articolo.

E ora (come sempre) tocca a te! 

Prendi carta e penna e definisci i tuoi obiettivi, quantificali nel tempo, mettili in ordine di priorità e datti da fare!

Sai cosa caratterizza ogni imprenditore di successo che consegue i risultati che si pianifica? 

Non esiste la soluzione facile e tantomeno quella veloce; se vuoi risultati che durino nel tempo, segui questi 3 segreti: 

Strategia

Forza di volontà

Perseveranza

Se vuoi approfondire ulteriormente tutti questi aspetti, ti invito a scaricare il nostro ebook gratuito sulla progettazione.

Se invece ritieni che sia già arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, vieni a scoprire il nostro corso di progettazione e ti renderai conto che crescere come azienda e personalmente è possibile!

Il marketing che funziona davvero!

Il marketing che funziona davvero!

Tempo di lettura: 4 minuti

Sei sicuro di sapere cos’è il Marketing?

 

Tutti parlano di marketing ma quanti sanno esattamente cos’è?

 

 

Molte aziende hanno un ufficio marketing che spesso si occupa di predisporre cataloghi, brochure, gadget per le fiere… e spesso nel dubbio lo definiscono ”Ufficio marketing e Comunicazione”

 

Beh questo non c’entra nulla con il marketing…

 

Il marketing serve a creare contatti

 

Stai già pensando alle campagne web, vero? Perché ti hanno detto che con il web, i social e le campagne ti porteranno tonnellate di contatti..

 

Ma sei sicuro che questo è quello che ti serve realmente?

 

Te lo dico io..

 

NO!

 

Ti serve una strategia di marketing che ti permetta, una volta definiti i passaggi logici e i punti fermi, di avere una chiara pianificazione strategica aziendale.

 

 

E questo ti permetterà di avere successo!

 

  • Ma allora la mia concorrenza? Perché loro fanno così?

 

Certamente devi conoscere e analizzare bene la tua concorrenza, ma non è detto né che ciò che funziona per loro vada bene per te, né che tutto ciò che fa la concorrenza sia giusto.

 

Ci sei?

 

Bene!

 

Quindi per ora hai capito che Marketing vuol dire prima di tutto conoscere

Definire una strategia di marketing significa raccogliere e analizzare dati, essere razionali e non totalmente emotivi come spesso capita nelle aziende

Richiede un investimento di tempo e fatica, ma l’enorme vantaggio che ti darà sarà quello di poter veleggiare in modo sicuro anche nei mari turbolenti ai quali ormai il mondo ci ha abituati.

 

 

Sì perché la strategia è innanzi tutto COME fare le cose e non COSA fare!

 

La strategia è molto più importante degli strumenti e delle tecniche che intendi attuare.

 

  

  • Ma cosa devo considerare nel mio Piano Marketing?

 

Direi che per prima cosa devi guardare il mondo intorno a te, quali sono le tendenze in atto.

 

 

E per il futuro?

Anche per quello si possono fare delle supposizioni razionali.

 

 

Abbiamo detto poi che si deve conoscere la concorrenza vero?

 

 

Lo so a cosa stai pensando ora…

 

Stai pensando che dopo tutti questi anni sai bene come si muovono e la sfortuna è che hanno sempre un prezzo migliore del tuo..

 

Sei veramente sicuro che il problema sia quello che fa la tua concorrenza?

 

Forse anche in questo caso dovresti cercare di capire cosa fanno e soprattutto come lo fanno.

 

 

Se vuoi conoscere chi sono i tuoi concorrenti, ti suggerisco di leggere questo post

 

 

  • E il tuo cliente chi è?

 

Ti sei mai fermato a chiederti chi sia realmente il tuo cliente target?

Ti sei mai chiesto quali sono le caratteristiche che deve avere il tuo cliente ideale?

 

 

Non tutti i clienti sono uguali!

 

In questo articolo ti spiego come entrare in sintonia con tutte le tipologie caratteriali

 

 

Al di là della solita lista:

  • Fedele
  • Buon pagatore
  • Mai rompiscatole

 

 

Questi sono quelli che vorrebbero tutti vero?

 

Allora perché non lavorare preventivamente per arrivare ad avere questi clienti, o quelli che rispettano il tuo cliente ideale?

 

Dici che è impossibile?

 

 Io dico di NO

Tutto dipende dalla pianificazione delle azioni

che dovresti aver previsto nel tuo piano di marketing

Ok, dopo tutte queste parole so cosa ti sta passando per la testa..

 

Vediamo se anche questa volta indovino…

 

Stai pensando che sono tante belle parole e che alla fine, il cliente fa quello che vuole

 

 

Vero!

Solo se al cliente non hai dato dei validi motivi per sceglierti e soprattutto per continuare a sceglierti!

 

 

Siamo abituati a sentire che :

  • È il mercato…
  • E’ la crisi….
  • E’ la concorrenza che è troppo aggressiva…
  • E’ il cliente che non capisce…

 

 

NO!

 

Sei tu che non hai una strategia!

Smettila di dare la colpa agli altri e cerca di capire come ti stai muovendo tu!

 

 

Con questo post spero di averti trasmesso quanto sia fondamentale avere una strategia aziendale

 

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri vantaggi puoi ottenere grazie al marketing, puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione Marketing e Comunicazione efficace.

 

Oppure, se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

ORA STA A TE!

 

Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione sulla gestione strategica della tua azienda zootecnica da latte, ti invito a scaricare gratuitamente il mio ebook “Personal marketing e comunicazione efficace”

 

… oppure, ti aspetto al prossimo …

 

“Personal Marketing e Comunicazione efficace”

 

 

 

I segreti della comunicazione efficace

I segreti della comunicazione efficace

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Sei sicuro di saper davvero comunicare con gli altri?

 

Non tutti hanno chiaro cosa significa comunicare

 

 

Dobbiamo avere sempre presente che noi comunichiamo anche quando non vorremmo farlo o non ce ne rendiamo conto.

 

E allora cosa devo fare?

 

Te lo dico subito

 

Cerca di fare subito una buona impressione!

 

 

Ricordati che l’altro non solo ascolterà quello che dici, ma guarderà come ti muovi, come sei vestito e come ti comporti.

Lo so, ti sembra banale, ma se ci pensi un attimo ti renderai conto di conoscere o aver incontrato persone che ti sono risultate “a pelle” antipatiche..

Il nostro cervello si fa una idea in poco tempo e poi cerca

la conferma di quell’idea nei comportamenti che abbiamo

Se sei curioso di sapere tutti i segreti per fare una prima buona impressione, allora ti consiglio di leggere questo post

 

 

Cominciamo con una verità assoluta:

 

il cliente che non capisce non esiste

 

 

È tuo dovere utilizzare una comunicazione adatta all’interlocutore o se preferisci, è colpa tua se l’altra persona non capisce!

 

 

Allora credo sia il caso di cominciare ad essere consapevole nella comunicazione verso gli altri.

 

È fondamentale capire che quando incontri una persona, questa si farà un’opinione su di te in pochi attimi e difficilmente la cambierà.

 

 

Continuiamo con qualcosa a cui forse non hai mai prestato attenzione e cioè che la comunicazione avviene su 3 livelli:

  • Verbale = le parole che dici
  • Para verbale = il tono e il volume della voce
  • Non verbale = il linguaggio del corpo

 

 

Parafrasando Nanni Moretti :

”non solo le parole sono importanti”.

 

 

E ti dirò di più..

 

Sei pronto?

 

Para verbale + non verbale pesano per il 93% della comunicazione totale

 

 

Abbiamo dunque capito che la comunicazione verbale rappresenta solo una piccola percentuale..

 

 

Ma quindi mi stai dicendo che le mie parole non contano nulla?

  

No, sono importanti ma vanno scelte con molta attenzione

 

E adattate al contesto e alle persone con le quali ti rapporti.

 

 

Vorrei ora concludere mettendo a fuoco il concetto di rilevanza

 

Ne hai mai sentito parlare?

 

Non preoccuparti..

 

Continua a leggere che ti spiego..

 

 

Per rilevanza si intende il punto di incontro tra quello che dici e quello che interessa al tuo interlocutore.

 

In altre parole: sai cosa interessa al tuo interlocutore?  Sai trovare le parole giuste per soddisfare la sua esigenza?

 

 

Se ti è capitato di incontrare clienti che non avevano tempo di ascoltarti, scorbutici o disinteressati ai tuoi argomenti, significa che non sei stato rilevante e che la tua comunicazione, fatta di parole e atteggiamenti, era sbagliata.

 

 

Prima di salutarti vorrei dirti un’ultima cosa…

 

Che rappresenta il segreto per la comunicazione efficace…

 

Se 100% è quello che hai da dire, fisiologicamente

solo il 10% rimarrà nella testa del tuo interlocutore

Con questo post spero di averti trasmesso quanto sia fondamentale che la tua comunicazione diventi una comunicazione efficace

 

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri errori evitare nella comunicazione con tutti i tuoi interlocutori, puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione Marketing e Comunicazione efficace.

 

Oppure, se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

ORA STA A TE!

 

Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione sulla gestione strategica della tua azienda zootecnica da latte, ti invito a scaricare gratuitamente il mio ebook “Personal marketing e comunicazione efficace”

 

… oppure, ti aspetto al prossimo …

 

“Personal Marketing e Comunicazione efficace”

 

 

 

La differenza la fai tu!

La differenza la fai tu!

Tempo di lettura: 3 minuti

 

Tu sei diverso?

 

Hai mai considerato di essere un elemento di rottura o di disturbo nella giornata di un cliente?

 

 

Ciò può essere considerato positivo se inteso come un momento di rottura in una giornata pesante, oppure negativo se inteso come disturbo in un momento che richiede concentrazione..

 

Per questo motivo arrivare preparati ad un incontro è fondamentale e per far questo occorre chiedersi 3 semplici domande

 

 

Le conosci già?

 

Dai vediamole insieme…

 

 

1. In che cosa ti differenzi dai concorrenti?

 

 

E’ fondamentale sapere cosa differenzia il tuo prodotto dagli altri o la tua azienda dai concorrenti.

 

E se non riesci a dimostrare come la tua attività sia diversa da ogni altra…

 

beh lasciatelo dire…

 

sei purtroppo destinato a poter competere solo usando la leva del prezzo più basso..

 

e questo non è mai positivo!

 

L’elemento differenziante deve essere oggettivo,

verificabile, reale e ben argomentato

 

Non basta dire “il mio prodotto è migliore” perché nessuno va in giro dicendo ”il mio prodotto/servizio fa schifo” o “il mio servizio non è malaccio”…

 

ma molti non sanno spiegare perché e in cosa è meglio

 

 

2. Perchè un cliente dovrebbe scegliere te?

 

 

Saper comunicare cosa puoi offrire tu o la tua azienda in più o in modo diverso rispetto alla concorrenza ti offre la possibilità di differenziarti.

A questo proposito potrebbe tornarti utile leggere questo blog dove ti spiego come comunicare in maniera efficace

 

 

3. Perchè il tuo cliente ti dovrebbe scegliere di nuovo?

 

 

Essere in grado di mantenere le promesse induce il tuo cliente a scegliere di nuovo te

perché portatore di vantaggi e benefici.

Attribuendo un alto valore al tuo elemento differenziante

sposti l’ago della bilancia dal prezzo

 

Tutto chiaro fino a qui?

 

Bene

 

Allora proseguiamo

 

 

La cosa davvero importante è far si che questa “cosa in più” sia davvero differenziante rispetto alla concorrenza.

 

 

Per questo occorre conoscere i concorrenti cercando di capire quali sono i loro punti di forza e le loro debolezze.

 

Bisognerà chiedersi dunque:

  • chi sono / saranno i tuoi concorrenti?
  • quali prodotti / servizi offrono? come li erogano?
  •  quali strategie di vendita / marketing adottano?

 

Hai concorrenti indiretti?

E cosi via….

 

 

Solo cosi sarai in grado di fare la differenza per i tuoi clienti…

 

e per il tuo fatturato!

 

 

Come avrai quindi ben compreso leggendo alcuni miei post, il più importante elemento di successo in un’impresa è una pianificazione strategica associata ad un’efficace azione.

 

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri errori evitare nella comunicazione del tuo elemento differenziante rispetto ai tuoi concorrenti, puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione Marketing e Comunicazione efficace.

 

Oppure, se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

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Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione sulla gestione strategica della tua azienda zootecnica da latte, ti invito a scaricare gratuitamente il mio ebook “Personal marketing e comunicazione efficace”

 

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“Personal Marketing e Comunicazione efficace”

 

 

 

Più luce… più latte!

Più luce… più latte!

Tempo di lettura: 4 minuti

Sai quali sono gli errori costosi dati dalla mancanza di luce in stalla? 

 

 

Tema apparentemente complesso quello della luce in stalla e soprattutto molto sottovalutato, che vorrei quindi affrontare, semplificando come cerco di fare sempre, per definire alcuni elementi e soprattutto dando suggerimenti molto semplici da attuare e per ottenere da subito dei benefici tangibili.

 

Spesso, troppo spesso purtroppo, mi capita di entrare in stalle per bovini da latte, anche relativamente nuove, e verificare una totale assenza di luce

anche la minima fondamentale per poter semplicemente lavorare in modo sicuro!

 

Siccome l’argomento luce rischia di diventare un argomento soggettivo dove ognuno dà la sua opinione, ti dico con certezza e decisione che…

 

non c’è nessuna soggettività né parere personale!

Tutto è assolutamente numerico e…

 

NON devono esserci più scuse!!

 

Innanzi tutto…

 

Quanta luce serve?

O meglio, di quanta luce hanno bisogno le vacche da latte?

 

200 lux per 16-18 ore al giorno!

 

E se sono meno, perdi soldi. Punto!

Permettimi di farti una domanda…

 

Perché le stalle sono buie?

 

Ti sarà sicuramente capitato di vederne alcune e sono sicuro ti sarai dato una spiegazione…

 

Mettiti comodo e iniziamo

 

 

Le stalle a stabulazione libera sono mediamente buie perché progettate (e a volte realizzate) da persone che non hanno tenuto conto delle reali necessità degli animali.

Che hanno creato:

  • tetti senza lucernari
  • pareti longitudinali chiuse
  • altezze in gronda ridotte
  • impianti di illuminazione insufficienti
  • cupolini ciechi

 

e poi un po’ colpa va anche agli allevatori che…

  • tengono i tendaggi abbassati
  • mantengono protezioni varie alle intemperie anche quando non ve n’è reale necessità

oppure peggio

  • si “dimenticano” di accendere le luci per paura di veder lievitare la bolletta… 😀

 

 

Abbiamo capito perché le stalle per bovini da latte sono buie..

 

Bene!

 

Ora la domanda sorge spontanea…

 

Come valutare se la stalla è troppo buia?

 

 

Se nel momento in cui entri in stalla hai la sensazione di non vedere bene al primo colpo tutta la stalla, anche le parti più recondite e lontane, e che il tuo occhio ha bisogno di adattarsi…

 

ATTENZIONE! 

 

Questo è il primo segnale del fatto che la luce non è sufficiente!

 

 

Al contrario di quanto si possa pensare, la luce è oggettivamente misurabile e soprattutto in modo molto facile..

 

 
Come?

 

Il luxmetro è lo strumento che consente di misurare la quantità di luce attraverso la determinazione del lux.

Un luxmetro professionale costa molto ed è impegnativo da utilizzare e da trasportare…

 

Ma c’è un modo molto più pratico e comodo…

 

E’ mio dovere dirti che questo modo non ha una accuratezza professionale…

ma credo che a noi serva avere un riferimento numerico e non la determinazione millimetrica 😉

 

 

Scarica l’app luxmetro o lightmeter (sicuramente hai uno smartphone)

Si trovano versioni gratuite che trasformano la fotocamera del tuo telefono in un luxmetro da poter usare in qualunque momento!

 

Ti consiglio di verificare l’illuminazione della stalla camminando lungo tutta la corsia di alimentazione tenendo lo smartphone all’altezza degli occhi della vacca e puntando la fotocamera verso la miscelata

Vedrai come cambia il valore dei lux dall’esterno ad anche soli pochi metri dentro la stalla!!

 

Tieni conto che all’esterno della stalla, in una giornata di brutto tempo e cielo nuvoloso, difficilmente misurerai meno di 3000 lux..

Entrando in stalla, dopo solo pochi metri potrai trovare (a seconda della stalla) valori anche di 20-30 lux!!

 

Impressionante vero?!

 

 

Ora passiamo alle dolenti note…

 

 

Quanto ti sta costando tutto ciò?

 

E’ difficile quantificare con precisione gli euro che stai perdendo, ma in maniera sommaria e con una certa sicurezza posso dirti che sono TANTI!!

 

E ti spiego il perché:

 

  • la luce ha effetti diretti e indiretti sull’assunzione di alimento e sulla produzione di latte;
  • gli effetti della luce sono importanti perché regolamentano il fotoperiodismo dell’animale e quindi intervengono sul ciclo estrale;
  • ambienti luminosi consentono all’animale una migliore socializzazione;
  • la vacca ha un cristallino dell’occhio che patisce particolarmente la luce intensa e riflessa, tipica delle struttura buie in cui entrano lame di luce intensa dall’esterno da aperture ridotte (tipo i portoni), e quindi crea timore nell’animale e non gli consente di vedere chiaramente con la possibilità di subire traumi;
  • la luce crea inoltre un ambiente di lavoro più sicuro e migliore per gli operatori che lavorano un stalla.

Ti ricordo ancora una volta che…

 

la luce naturale e la ventilazione naturale

sono risorse gratuite!!

 
Il più importante elemento di successo, anche nell’efficace illuminazione, è una pianificazione strategica aziendale associata ad una efficace progettazione con valutazione realmente efficace di tutti i componenti e impianti in stalla!

 

 

Ciò passa anche e soprattutto attraverso lo sviluppo dell’elemento progettazione!

Puoi trovare alcuni suggerimenti utili nella sezione dei miei post riservati alla progettazione.

 

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri errori evitare durante la progettazione della tua nuova stalla per vacche da latte puoi leggere gli altri post disponibili nella sezione progettazione o se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

Scarica gratuitamente il nostro e-book

“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

Abbiamo quindi appreso alcuni importantissimi elementi a cui prestare attenzione riguardo alla gestione della ventilazione all’interno delle stalle per bovine da latte, per altri suggerimenti sulla progettazione

puoi leggere ….

 

 

… oppure…

 

Ti aspetto al prossimo …

 

“Elementi per la progettazione di una stalla produttiva”

 

 

I 4 errori killer più comuni nelle imprese zootecniche.. e tu quanti ne commetti?

I 4 errori killer più comuni nelle imprese zootecniche.. e tu quanti ne commetti?

Tempo di lettura: 3 minuti

Con questo post vorrei riassumere alcuni punti che sono alla base del successo di un’impresa, soprattutto zootecnica

 

Spesso non si parla di questi argomenti e, ancor più spesso, nella gestione dell’impresa zootecnica, tipicamente nelle stalle per bovini da latte, tali tematiche rischiano di passare inosservate

​Qui sotto trovi un elenco di 4 errori tipici dell’imprenditore zootecnico da latte che vengono commessi di frequente (troppo di frequente).

Fortunatamente gestendoli in maniera corretta, le prestazioni delle imprese possono impennarsi!!

 

 

Sei pronto?

 

Bene! Iniziamo!!

 

 

1. Non gestire al meglio il proprio tempo

 

 

Come imprenditore il tuo lavoro principale è prendere decisioni!

Decidere è anche l’attività più remunerativa (o quella fonte di maggiori perdite)!

 

 

Ma dedichi realmente il tempo giusto per questa attività senza farti prendere da ansie, emotività e correndo a destra e a manca in modo convulso rischiando di non essere efficiente?

 

 

Il tempo è l’unica risorsa imprescindibile e limitata, non si può generare!!

 

Ed è anche la risorsa più preziosa che abbiamo!

 

Una volta che passa è già passato, come cantava Jovanotti 😉

 

 

Sei quindi sicuro di usare il tuo tempo nella maniera migliore e più efficace?

 

Qui ti riporto un post che potrebbe tornarti utile per avere qualche informazione in più…

“Come utilizzi oggi il tuo tempo?”

 

 

 

2. Non delegare in maniera corretta

 

 

La delega, è un’arte, ma che alla base prevede una serie di tecniche per poter essere efficace e soprattutto produttiva!

 

La regola fondamentale per operare deleghe efficaci è quella di avere alla base una strategia ben definita e un piano operativo di applicazione altrettanto chiaro che preveda un obiettivo definito e misurabile.

 

 

Passando poi alla fase operativa della delega…

è necessario definire le tipologie di compiti da delegare e le figure professionali idonee a cui far adempiere tali compiti.

 

 

Mi rendo conto che non è semplice…

 

Ma non preoccuparti!

 

Ho scritto un articolo che ti spiega proprio come delegare con successo!

“L’arte della delega”

 

 

3. Non prevedere riunioni efficaci

Una strategia non può essere applicata in modo vincente se non viene condivisa con tutte le figure professionali coinvolte nel progetto o nel conseguimento dell’obiettivo

 

Vorresti saperne di più su cos’è un obiettivo?

 

Qui puoi trovare tutte le info necessarie..

“Come definire un obiettivo”

 

Lo strumento migliore per condividere obiettivi, strategie e tattiche per il conseguimento dei risultati in stalla sono le riunioni.

 

Tuttavia

Per far si che le riunioni non diventino una perdita di tempo è necessario seguire regole ben precise!

 

 

Qui puoi trovare regole importanti per gestire al meglio le riunioni:

 

 

4. Non pianificare a priori la tua strategia

 

Quante volte ti è capitato di dover fare qualcosa e di concentrarti e correre subito a farla senza pensare che quel compito avesse un ruolo definito in un progetto più ampio?

 

Tante?

 

Non ti preoccupare…

sei in ottima compagnia!

 

 

Tutti abbiamo commesso questo errore!

Ma è un errore tanto banale quanto deleterio!

 

 

Basta molto poco per evitare grandi perdite di tempo e di conseguenza soldi!

 

Alla base di ogni progetto, obiettivo e impresa ci deve essere una strategia!

 

 

Ti invito a leggere questo post per ottenere qualche informazione in più!

“Sai quanto perdi a non pianificare?”

 

 

Come avrai quindi ben compreso leggendo alcuni miei post, il più importante elemento di successo in un’impresa è una pianificazione strategica associata ad un’efficace azione.

 

 

Se vuoi approfondire o scoprire quali altri errori evitare nella pianificazione strategica della tua impresa zootecnica da latte, puoi leggere gli altri post disponibili nelle sezioni Gestione del tempo, Economia di stalla, Marketing e Comunicazione efficace.

 

Oppure, se semplicemente hai bisogno di un supporto o qualcuno che ti indichi come intervenire, ti consiglio di avvalerti di un consulente (che io caldeggio sempre che sia INDIPENDENTE) e che possa realmente aiutarti, se necessario a fissare un obiettivo, e poi a raggiungerlo efficacemente.

 

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Questo è un post introduttivo, se vuoi approfondire ulteriormente e accelerare la tua preparazione sulla gestione strategica della tua azienda zootecnica da latte, ti invito a scaricare gratuitamente il mio ebook “Gestione efficace del tempo”  abbinato all’altro mio ebook “Personal marketing e comunicazione efficace”

 

… oppure, ti aspetto al prossimo …

 

“Gestione efficace del tempo” e “Personal Marketing e Comunicazione efficace”